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    <title>DSpace Collection:</title>
    <link>http://hdl.handle.net/10077/29308</link>
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    <pubDate>Wed, 21 Sep 2022 14:03:16 GMT</pubDate>
    <dc:date>2022-09-21T14:03:16Z</dc:date>
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      <title>West &amp; East IV (2019)</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10077/31217</link>
      <description>Title: West &amp; East IV (2019)</description>
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10077/31217</guid>
      <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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      <title>Una inedita lastra Campana con Schweinsbrühgruppe da Taranto</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10077/30726</link>
      <description>Title: Una inedita lastra Campana con Schweinsbrühgruppe da Taranto
Authors: Di Franco, Luca
Abstract: ﻿Il contributo fornisce l’inquadramento di una inedita lastra Campana, conservata nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto. La scena presentata rientra tra le vaste e variegate rappresentazioni di ambito dionisiaco, in cui Satiri, Sileni, Menadi e Dioniso stesso sono inseriti in un’ambientazione idillico-sacrale. La lastra ripropone, tuttavia, un motivo iconografico ben noto nella tradizione ellenistico-romana, la bollitura del cinghiale. Si tenta infine di fornire il quadro delle attestazioni di prodotti di tale categoria nella Apulia antica; National Archaeological Museum of Taranto. The scene is one of the several and different representations of the Dionysiac sphere, in which Satyrs, Silens, Maenads and Dionysus himself are inserted in an idyllic-sacral setting. The plate, however, offers an iconographic motif well known in the Hellenisitic- Roman tradition, the boiling of the wild boar. Finally, the attempt made to provide an overview about “Campana” reliefs in ancient Apulia.</description>
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10077/30726</guid>
      <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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      <title>Strutture e rinvenimenti del Tardo Minoico I dell’area a Ovest del Piazzale I di Festòs</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10077/30725</link>
      <description>Title: Strutture e rinvenimenti del Tardo Minoico I dell’area a Ovest del Piazzale I di Festòs
Authors: Messina, Ester
Abstract: ﻿La collina di Festòs ha restituito nell’ultimo secolo una fitta sequenza di livelli archeologici, dalla preistoria fino all’età ellenistica. Per quanto riguarda la fase minoica, i dati testimoniano l’esistenza di un primo Palazzo, poi di un secondo, edificato durante il TM IB, con funzionalità probabilmente solo cultuali, oltre a numerose strutture di dimensioni minori risalenti a diverse epoche. La revisione del record ceramico recuperato durante gli scavi di Doro Levi nel 1965-1966 nell’area a ovest del Piazzale I ha fornito nuovi dati relativi al TM I, un momento delicato per la storia di Festòs per il cambiamento degli equilibri nella regione centro-meridionale di Creta e la conseguente costruzione del Secondo Palazzo. Il lavoro è consistito nella rilettura accurata delle relazioni di scavo delle campagne 1965-1966 e nell’analisi puntuale del materiale inedito. È stato possibile aggiungere nuovi elementi all’interpretazione dell’utilizzo dell’area e del periodo interessati, legando Festòs alle vicende dei siti ‘vicini’ della Messarà.; A sequence of archaeological levels ranging from Prehistoric times to the Hellenistic age has been detected on the hill of Festòs during the last century. For the Minoan phase, there are evidences first for an Older Palace, then for a Second Palace built during the LM IB for cultual and religious purpose only, as well as a number of smaller structures dating back to different times. The re-exhamination of the pottery recovered during the excavations of Doro Levi in the ground surface west of Piazzale I (1965-1966) provided new data on the LM I phase, a crucial juncture in the history of Festòs for the changing balance in the central and southern Crete and the construction of the Second Palace that followed. The work is an accurate re-reading of the excavation reports of 1965-1966 and a thorough study of the unpublished material. It has been possible to add new elements to the interpretation of the area’s destination in LM I, by linking Festòs to the events of the ‘close’ sites in the Mesara plane</description>
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10077/30725</guid>
      <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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      <title>Un denario di Marco Antonio (RRC 544/19) dal milecastle 48 (Poltross Burn) del Vallo di Adriano</title>
      <link>http://hdl.handle.net/10077/30723</link>
      <description>Title: Un denario di Marco Antonio (RRC 544/19) dal milecastle 48 (Poltross Burn) del Vallo di Adriano
Authors: Di Pastena, Luisa
Abstract: Il &lt;em&gt;milecastle&lt;/em&gt; 48 (Poltross Burn, presso il villaggio di Gilsland, Cumbria) è certamente uno dei più significativi e meglio scavati del Vallo di Adriano. Tra i diversi rinvenimenti, risalenti agli scavi del 1909-1910, spicca per la sua antichità un denario attribuito a Marco Antonio, che faceva parte della serie legionaria emessa tra il 32 e il 31 a.C. Ad un’analisi generale delle composizioni dei ripostigli registrati per la Britannia, appare subito evidente la presenza di quantità interessanti di &lt;em&gt;denarii&lt;/em&gt; legionari nel territorio della provincia, a cui si contrappone la relativa scarsità di esemplari per la Britannia settentrionale e la zona di frontiera.; English abstract. The milecastle 48 (Poltross Burn, near the village of Gilsland in Cumbria) is one of the most important and well-digged milecastles of Hadrian’s Wall. Among the several finds, dating back to the 1909-1910s excavations, a particular denarius stands out, belonging to the legionary series struck by Mark Anthony between 32 and 31 B.C. After analysing the composition of hoards found all over the Roman province of Britannia, it appears that the presence of Mark Anthony’s legionary denarii is remarkable throughout the territory of the province, except for the relative poorness recorded in northern Britain and the frontier area.</description>
      <pubDate>Tue, 01 Jan 2019 00:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/10077/30723</guid>
      <dc:date>2019-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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