Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/10022
Title: Children and mathematics: beyond the role of cognitive abilities in early math achievement
Authors: Cargnelutti, Elisa
Supervisore/Tutore: Passolunghi, Maria Chiara
Issue Date: 14-Apr-2014
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: The field of mathematical learning has received in recent years increasing attention in research, clinical and educational settings. The leading research line is dedicated to the investigation of the cognitive abilities fundamental for the acquisition and application of math concepts. Among general abilities, there is a wealth of evidence in favor of the recruitment of both working memory and short-term memory, despite there is no agreement concerning the involvement of the related subcomponents. Conflicting results pertain also the role of intelligence. Even major debate concerns more specific cognitive abilities, therefore those closely related to mathematics. In particular, it has not been elucidated the involvement of basic skills entailing approximate judgments about magnitudes and identified with ANS. Moreover, it is not yet clear how the recruitment of all these abilities can vary in dependence on stage of development and level of instruction. The other research line, almost independent from the previous, is dedicated to the evaluation of constructs non-cognitive in nature, for instance affective and motivational factors but also self-perceptions, in relation to academic achievement. Mainly studied are constructs such as self-efficacy and anxiety, with particular reference to a subtype of anxiety that is specific to math. Other relevant aspects are represented by constructs such as self-concept and self-esteem, but also depression. Nevertheless, this kind of studies is usually conducted on old children, typically in those attending secondary school or college, whereas less attention is dedicated to younger students. Starting from these considerations, the purpose of the current dissertation has been that of elucidating which are the factors, both cognitive and non-cognitive, that can assume a greater relevance at the beginning of schooling, i.e., in the first grades of primary school. These factors have been inspected both separately and by trying to find a possible interrelation between them. In CHAPTER 1, the topics that are object of the present work are illustrated by delineating the state-of-the-art pertinent to each of them. CHAPTER 2 is dedicated to the description of Study 1, where a broad range of cognitive abilities including memory, intelligence and ANS has been investigated just at the beginning of formal instruction and therefore in relation to early math competence. Having proved the significant involvement of all tested skills, the consequent aim was that of exploring to which extent the same are suitable in the prediction of math performance in following grades. This investigation has represented the topic of Study 2, illustrated in CHAPTER 3. In this study, children were longitudinally followed from first to third grade, observing that the tested abilities can successfully predict future math learning, but with a leading role of working memory. Once having shed light on the involvement of cognitive abilities, a second purpose was the investigation of the possible involvement in young students of non-cognitive factors. These constructs were thus assessed in Study 3, reported in CHAPTER 4. The sample was represented by second graders and more relevant aspects resulted to be self-efficacy and general anxiety. Contrary to expectations, anxiety specific to math appeared be non-significantly related to math performance. For this reason, Study 4, described in CHAPTER 5, was dedicated to an extensive evaluation of this constructs in third graders, in order to inspect when it could become relevant. Results suggested the association with math performance to establish in third grade, with particular impact of anxiety related to learning math rather than that associated to the math testing condition. The main findings emerging from overall studies and limitations, future directions and implications of the research are finally discussed in CHAPTER 6.  
Negli ultimi anni, lo studio dell’apprendimento della matematica ha iniziato a ricevere crescente attenzione nel campo della ricerca, ma anche in quello clinico ed educativo. Maggiore interesse è dedicato allo studio delle abilità cognitive che sottostanno all’apprendimento e all’applicazione dei concetti matematici. Tra le abilità a carattere generale, in letteratura esiste un forte consenso sul ruolo cruciale della memoria, sia di lavoro che a breve termine, nonostante non sia del tutto chiarito il coinvolgimento relativo delle varie componenti della stessa. Dibattito sussiste anche in merito al ruolo dell’intelligenza. Ancora maggiori divergenze permangono in merito al ruolo di abilità più specifiche, ovvero strettamente pertinenti alla matematica. In particolare non c’è accordo sul ruolo di abilità molto di base, indicate come ANS, e che consistono nel fornire giudizi approssimati in merito a grandezze e quantità. In aggiunta, non è chiaro il coinvolgimento relativo delle sopraccitate abilità in relazione a determinati stadi dello sviluppo o livelli di istruzione. Il secondo filone di ricerca, perlopiù indipendente dal precedente, è rappresentato dalla valutazione di aspetti prettamente non-cognitivi, quali quelli affettivi e motivazionali, ma anche percezioni che gli individui formano in merito a se stessi e alle proprie capacità. I costrutti maggiormente indagati sono quelli dell’auto-efficacia e dell’ansia, sia generale che specifica per la matematica. Altri aspetti rilevanti sono rappresentati dal concetto di sé, dall’autostima e dalla depressione. Questi fattori sono tuttavia tipicamente valutati in studenti a partire dalla scuola secondaria, mentre minore attenzione viene dedicata a quelli frequentanti i primi anni del percorso scolastico. A partire da queste considerazioni, l’obiettivo primario del presente lavoro di tesi è consistito nella valutazione di quali fattori, sia cognitivi che non, hanno una maggiore rilevanza nell’ambito della prestazione matematica all’inizio della scolarità, più precisamente nelle prime classi della scuola primaria. Si è voluto valutare questi fattori sia indipendentemente, sia esplorandone la possibile influenza reciproca. Il CAPITOLO 1 è quindi dedicato alla discussione degli argomenti trattati in modo da fornire una panoramica sullo stato dell’arte attuale in merito alle ricerche condotte e ai relativi risultati. Il CAPITOLO 2 è centrato sulla descrizione dello Studio 1, in cui è stato testato un ampio spettro di abilità cognitive quali memoria, intelligenza e ANS, in bambini appena avviati all’istruzione formale e pertanto valutando il ruolo di queste abilità in relazione ad abilità matematiche precoci, prettamente informali. Verificato il coinvolgimento significativo di abilità tanto generali quanto specifiche all’inizio della scolarità, l’obiettivo conseguente è stato quello di verificare in che modo tali abilità siano in grado di predire l’apprendimento matematico negli anni successivi della scuola primaria. Questo obiettivo ha caratterizzato lo Studio 2, descritto nel CAPITOLO 3. Un campione di bambini è stato seguito longitudinalmente dalla classe prima alla classe terza, riscontrando che tutte le abilità indagate hanno un significativo impatto anche sull’apprendimento formale della matematica, ma con un ruolo primario assunto dalla memoria di lavoro. Una volta delineato il quadro delle abilità cognitive cruciali nei primi anni scuola, la volontà è stata quello di esplorare se anche costrutti non-cognitivi possano avere un impatto significativo. Lo Studio 3, illustrato nel CAPITOLO 4, si è quindi focalizzato anche sulla valutazione di questi aspetti in bambini di classe seconda, riscontrando un diretto coinvolgimento di auto-efficacia ed ansia generale. Contrariamente alle aspettative, l’ansia specifica per la matematica non è risultata avere alcun legame significativo con la prestazione matematica. A partire da questo risultato, l’obiettivo dello Studio 4, riportato nel CAPITOLO 5, è consistito nella valutazione più approfondita di questo costrutto in bambini di classe terza, in modo da esplorare quando lo stesso possa diventare rilevante ai fini della prestazione matematica. I risultati hanno dimostrato un ruolo significativo a questo livello, in particolare per quanto concerne l’ansia da apprendimento, piuttosto che di valutazione, della disciplina. Il CAPITOLO 6 è quindi dedicato alla discussione generale dell’elaborato in cui sono riassunti i principali risultati emersi e discusse le limitazioni, prospettive future ed implicazioni pratiche della ricerca.
Ciclo di dottorato: XXVI Ciclo
metadata.dc.subject.classification: SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN NEUROSCIENZE E SCIENZE COGNITIVE - indirizzo PSICOLOGIA
Description: 2012/2013
Keywords: math learning
cognitive precursors
self-perceptions
negative affect
Language: en
Type: Doctoral Thesis
Settore scientifico-disciplinare: M-PSI/04 PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
NBN: urn:nbn:it:units-12284
Appears in Collections:Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

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