Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/10144
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dc.contributor.advisorGialuz, Mitjait_IT
dc.contributor.authorFabbretti, Silviait_IT
dc.date.accessioned2014-07-10T10:27:14Z-
dc.date.available2014-07-10T10:27:14Z-
dc.date.issued2014-04-11it_IT
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/10144-
dc.description2012/2013it_IT
dc.description.abstractLa tematica del pubblico ministero europeo si inserisce nel quadro dello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione europea e prende le mosse dalle difficoltà della lotta ai reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione europea. Il contesto nel quale si sono inseriti i vari progetti di studio è caratterizzato, infatti, dall'insufficienza delle indagini e dell’azione penale nei confronti degli autori di reati che colpiscono beni di rilevanza sovranazionale: la lotta a queste condotte fa leva sui meccanismi di cooperazione giudiziaria che si sono rivelati farraginosi e complessi e si traducono in scarsa efficacia repressiva di tali fenomeni. Il “valore aggiunto” di un organo europeo starebbe proprio nella maggiore facilità di coordinamento e nella comprensione della dimensione europea della condotta – non ancorata alla visione strettamente nazionale – che permetterebbero di superare la frammentazione investigativa e repressiva. Dopo alterne fasi di dibattito, la figura del pubblico ministero europeo torna a ricoprire un ruolo centrale nel panorama europeo: nell'estate del 2013 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento per l’istituzione di una procura europea per la tutela degli interessi finanziari dell’Unione. Questo progetto nasce su fondamenta più solide rispetto alla ricerca “pilota” del Corpus Juris: la differenza, infatti, è rappresentata dalla base giuridica, novità dettata dal trattato di Lisbona, che all'art. 86 TFUE prevede espressamente la possibilità di creare un organo di accusa europeo. I lavori per l’istituzione di un accusatore europeo saranno indubbiamente lunghi e complessi: il fatto che gli Stati abbiano già sollevato alcune critiche, taluni richiamandosi alla propria sovranità, fornisce la misura dei delicati equilibri che circondano il tema. La proposta, tuttavia, rappresenta un’importante tassello nell'evoluzione dell’Unione europea, nell'ottica di uno spirito di vera integrazione: è una sfida che abbraccia il futuro del processo penale europeo e pone sul tappeto una serie di profili che meritano approfondimento, in particolare in relazione alla “tenuta” dei principi costituzionali sottesi al nostro sistema penale. Il riferimento è soprattutto a due principi cardine dell’ordinamento italiano: obbligatorietà dell'azione penale, da un lato, e giudice naturale precostituito per legge, dall'altro.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherUniversità degli studi di Triesteit_IT
dc.rights.urihttp://www.openstarts.units.it/dspace/default-license.jsp-
dc.subjectPubblico ministero europeo, European Public Prosecutor's Office, obbligatorietà dell'azione penale, giudice naturale precostituito per legge, controllo giurisdizionaleit_IT
dc.subject.classificationSCIENZE PENALISTICHEit_IT
dc.titleIl pubblico ministero europeo tra esigenze sovranazionali e Costituzione italianait_IT
dc.typeDoctoral Thesis-
dc.subject.miurIUS/16 DIRITTO PROCESSUALE PENALEit_IT
dc.description.cycleXXVI Cicloit_IT
dc.rights.statementNO EMBARGOit_IT
dc.identifier.nbnurn:nbn:it:units-12571-
dc.description.birth1983-
item.fulltextWith Fulltext-
item.languageiso639-1other-
item.grantfulltextopen-
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