Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/10257
Title: Fra tradizione e carisma: le tragiche certezze del "disincanto" incompiuto. (Riflessioni su modernità e stato in Jacob Burckhardt e Max Weber
Authors: Valera, Gabriella
Keywords: Modernità e potereModernità culturaleSoggettività moderna
Issue Date: 2004
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Gabriella Valera, "Fra tradizione e carisma: le tragiche certezze del "disincanto" incompiuto. (Riflessioni su modernità e stato in Jacob Burckhardt e Max Weber, in: "Studi in onore di Giovanni Miccoli", 2004, pp. 295-328
Series/Report no.: Collana del Dipartimento di Storia e Storia dell'Arte
3
Abstract: 
Nella storia d'Italia fra quattordicesimo e quindicesimo secolo, raccontata come un succedersi di nefandezze efferate, dove tutto è illegittimo, si vede "lo spirito dello stato europeo moderno" per la prima volta abbandonarsi ai suoi impulsi conculcando ogni diritto e soffocando il germe di ogni più sana cultura. Ma tutto ciò corrisponde ad una necessità storica: da rapporti di fatto difficilmente possono nascere rapporti di diritto se non attraverso la stabilizzazione del fatto stesso mediante atti di forza, esercizio di Gewalt (potere/violenza). Ed ecco allora emergere la cultura e la politica moderne nella loro irriducibile contraddittorietà: lo stato, la guerra, la vita come opere d'arte ne sono la caratteristica. rivista la natura semplicemente 'negativa' dei diritti di libertà, deve essere rafforzata la razionalità non semplicemente formale dei diritti soggettivi 'pubblici' e 'positivi'; si deve provvedere alla costruzione di soggetti giuridicamente definiti nel limite delle forme storiche e delle loro interazioni, obiettivamente riconoscibili nella loro sostanza pratica; deve essere perseguita una 'ragione giuridica' totalmente laica, 'disincantata' che non si acquieta nella buona coscienza dell'auto- obbligazione etica, ma avoca a sé, alla propria laicità pregna di conoscenza e indipendente da ogni fede e credenza (ivi compresa la "credenza di legittimità"), la funzione 'positiva' del 'riconoscimento' dovuto a 'valori' senza pretesa di universalità, essi stessi sottoposti al vaglio pubblico della conoscenza piuttosto che selezionati in base al momento privato o culturale dell'adesione.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/10257
Appears in Collections:Studi in onore di Giovanni Miccoli

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