18. Il calamo della memoria VI. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità

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Polymnia. Collana di Scienze dell'Antichità. Studi di filologia classica. 18

Il calamo della memoria VI. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità

L'incontro internazionale di studiosi della tarda antichità, il sesto nell'arco del decennio 2004-2014, ha confermato ulteriormente la produttività delle linee di ricerca programmatiche. Ma le aperture su temi nuovi e l'ampliamento dei consueti limiti cronologici impongono nuove prospettive nell'indagine e nelle metodologie. La tradizione non è solo la fortuna (o la sopravvivenza) degli autori 'classici', ma elemento costitutivo, nella sua esemplarità, delle varie tipologie testuali, letterarie e tecniche.

Curatori: Lucio Cristante, Tommaso Mazzoli

ISBN 978-88-8303-599-9

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    Sine musica nulla disciplina perfecta (Liber Glossarum MU 338- 346). Stratificazioni (tardo)antiche nella definizione di un’ars
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Venuti, Martina
    Il presente contributo nasce all’interno del progetto europeo ERC LibGloss 263577 dedicato al Liber Glossarum e che ha come scopo l’edizione critica di tale monumentale dizionario enciclopedico prodotto sulla fine dell’VIII secolo. Obiettivo di questo articolo è cercare di comprendere meglio, analizzando i lemmi che definiscono la musica (di cui viene fornito il testo) attraverso i nuovi dati forniti dal lavoro in corso, il meccanismo di selezione e ricomposizione subìto dal testo delle Etymologiae di Isidoro – fonte primaria del Liber Glossarum – anche rispetto alla selezione che egli aveva compiuto a sua volta sulle proprie fonti (es. Agostino e Cassiodoro), nonché dal materiale non direttamente isidoriano. Si propone un’analisi di quali criteri vengano utilizzati in questo processo e di quale materiale venga effettivamente utilizzato nella composizione dei lemmi. Infine, una piccola nota riguardo alla fortuna successiva della definizione di musica contenuta nel Liber Glossarum.
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    La macchina del parafraste: l’esempio di Sansone nel cosiddetto Cipriano Gallo (Iud. 482-653)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2015)
    Lubian, Francesco
    Il presente contributo costituisce un tentativo di analisi globale di Cypr. Gall. Iud. 482-641. La sezione presa in esame, dedicata a Iud. 13:1-15:20, consente di osservare all’opera le principali caratteristiche formali e funzionali della strategia parafrastica del poeta: fedeltà al prototesto scritturistico (le cui peculiarità sono indagate nel dettaglio), sostanziale disinteresse esegetico, larga adozione delle tecniche di abbreviazione, trasposizione ed omissione. Si ricostruisce la fitta tramatura di intertesti poetici che sostanzia la riscrittura metrica (rilevante in particolare, anche ai fini di confermare l’unico certo terminus post quem per il poema, la ripresa di Claud. rapt. Pros. I 124-126 in Iud. 494- 495), e – per i punti di divergenza rispetto alla Scrittura – si avanza la possibilità del ricorso ad ulteriori modelli in prosa.
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