Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/11056
Title: Laus est ardua dura sustinere: riprese e originalità nell’elogio sidoniano di Narbona (carm. 23, 37-96)
Authors: Santelia, Stefania
Keywords: Sidoniolaus di Narbonaassedio di Teoderico ITeoderico IIlusus ‘neoalessandrino’
Issue Date: 2015
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Stefania Santelia, "Laus est ardua dura sustinere: riprese e originalità nell’elogio sidoniano di Narbona (carm. 23, 37-96)" in: Lucio Cristante e Tommaso Mazzoli (a cura di), "Il calamo della memoria VI. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2015, pp. 189-203.
Series/Report no.: Polymnia. Studi di Filologia Classica
18
Abstract: 
Nella lode che Sidonio compose per Narbona (carm. 23,37-96) si riconoscono tre
sezioni tematiche: la prima e la terza contengono l’elogio di tutto ciò che rende attraente
e ricca la città e la menzione dei suoi ‘figli’ illustri. Si tratta di argomenti topici della
laudes di luoghi e città, in cui si riconoscono riprese di Ausonio e di Virgilio. La parte
centrale dell’elogio è la più complessa e la meno convenzionale: Sidonio infatti infrange
la convenzione secondo cui in questo genere di componimenti sono da citarsi solo i
bona del luogo elogiato, per ricordare i segni ancora visibili dell’assedio di Teoderico
I. Rovine degne di essere elogiate, sottolinea l’autore: esse sono la prova del coraggio e
della fedeltà della città, per questo amata da Teoderico II (ampiamente elogiato proprio
in questi versi). La laus di Narbona rappresenta una ulteriore testimonianza dell’abilità
del poeta galloromano di attingere alla tradizione letteraria per dar vita ad un prodotto
‘originale’: la città che egli descrive è coraggiosa e affidabile come un veterano, disponibile
ad un nuovo futuro. Ancora una volta, i versi di questo autore non sono un semplice
lusus ‘neoalessandrino’, ma un modo di ‘fare’ politica.

Sidonius’ the laus of Narbonne (carm. 23,37-96) is divided in three different thematic
sections: the first and the third sections contain the praise of everything makes the city
beautiful and rich, and the mention of its distinguished ‘children’. These are ‘topical’ sections
of the laudes about towns and places, where it is possible to identify some similarities with
Ausonio and Virgil. The central section is not only the most complex, but also the least conventional:
Sidonius seems to contraddict even the convention which prescribed that in this
type of composition there should be described only the bona of the celebrated place. In these
central lines the poet reminds the value shown by Narbonne during the siege of Theodoric I referring it to the visible ruins in the town. They should be praised and not blamed, as they
are a tangible sign of the town’s courage and ability to face difficult challenges. In the central
lines are studied the great praises Sidonius addresses to Theodoric II. The laus of Narbonne
is a precious evidence of the Gallo-Roman poet’s ability of taking from the heritage of the
literary tradition and give birth to an ‘original’ work of art: the city described by him is courageous
and reliable as a veteran, open to a new future. Once again, his lines are not simply
a lusus ‘neoalexandrine’, but they can represent a way of ‘to do’ polics.
Type: Book Chapter
URI: http://hdl.handle.net/10077/11056
ISBN: 978-88-8303-599-9
eISBN: 978-88-8303-600-2
Appears in Collections:18. Il calamo della memoria. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità. VI

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