Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/11196
Title: L’automobile elettrica in Italia: un’opportunità da cogliere?
Authors: Danielis, Romeo
Keywords: Automobili elettricheinfrastrutture di ricaricamobilità sostenibile
Issue Date: 2015
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Romeo Danielis (2015) L’automobile elettrica in Italia: un’opportunità da cogliere? Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 2, art. 1.
Series/Report no.: Rivista di Economia e Politica dei Trasporti
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Abstract: L’automobile elettrica (AE) ha alcune proprietà interessanti per ridurre l’impatto ambientale dei trasporti e migliorare la qualità urbana quali l’assenza del rumore prodotto dal motore, la non emissione di gas da combustione nella fase di utilizzo del veicolo, la potenziale riduzione dalla dipendenza dal petrolio. Ad oggi, l’’Italia mostra un tasso di penetrazione delle AE più lento rispetto agli altri paesi europei e un più lento sviluppo della rete delle stazioni di ricarica. E’ un’opportunità persa? In questo articolo si sostiene che la risposta q questa domanda è però meno scontata di quanto sembri e merita un’analisi scientifica approfondita. In primo luogo si deve ammettere che, al momento attuale, le AE mancano ancora dei requisiti di convenienza economica e di comodità d’uso che invece contraddistinguono le auto tradizionali. Come per tutte le nuove tecnologie, i margini di incertezza sono ancora molto ampi, anche se i progressi realizzati negli ultimi anni relativamente alle batterie elettriche, ottenendo consistenti miglioramenti della loro capacità e durata e contemporaneamente una riduzione del loro peso, volume e costo, fanno ben sperare. Affinché le opportunità si realizzino è necessario che, non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche da quello industriale e da quello organizzativo e regolamentare, i diversi attori operino in modo coerente allo sviluppo della mobilità elettrica. Gli investitori privati, soprattutto i produttori di automobili ma anche tutta la filiera della componentistica ad essi collegata, devono svolgere il proprio essenziale compito. Le autorità pubbliche devono, se ritengono che le AE siano un’opportunità anche per l’Italia, fatta un’accurata analisi dei costi e dei benefici avvalendosi delle tecniche di stima più avanzate e coordinandosi a livello nazionale e locale, devono predisporre quell’insieme di incentivi fiscali e non che ne favoriscano l’adozione. Finora ciò non è avvenuto. Sono stati deliberati incentivi poco mirati che non sono risultati efficaci e si è pianificata le rete di infrastrutture di ricarica, realizzandola ad oggi in misura molto contenuta. Più che concentrarsi sulla realizzazione di un’infrastruttura diffusa, che - anche se giudicata non troppo impegnativa economicamente – è comunque difficile, alla luce dei possibili sviluppi della capacità delle batterie, da posizionare e dimensionare correttamente, si sostiene che sia preferibile procedere per sperimentazioni successive su aree di utilizzo efficiente delle potenzialità delle AE. Le aree più promettenti, date le caratteristiche attuali dei veicoli elettrici e delle esperienze internazionali, sono il trasporto urbano delle merci, il servizio dei taxi e le flotte pubbliche e private (carsharing) ad alta percorrenza. E’ possibile che in queste aree ci siano le condizioni sia private che sociali per una loro efficiente introduzione. Per quanto riguarda la mobilità privata, contrariamente a quanto ci si aspettava, le AE sembrano, al momento attuale, essere convenienti solo se si dispone di un garage privato e si percorrono più di 13 mila km all’anno (circa 40 km al giorno), tenendo comunque conto che in Italia viaggi lunghi sono ancora problematici. Congiuntamente alla penetrazione delle AE, è estremamente importante ulteriormente rafforzare il peso delle fonti rinnovabili nella produzione di energia elettrica. Solo se l’energia elettrica è prodotta da fonti rinnovabili il bilancio ambientale delle AE è inequivocabilmente positivo. Anzi, proprio nell’interazione positiva tra produzione di energia elettrica e uso dei veicoli elettrici (smart grid, grid-to-vehicle, vehicle-to-grid, produzione di energia a livello locale e immagazzinamento dell’energia) sta uno dei punti principali su cui lavorare e investire. Su questi aspetti è indispensabile che il decisore pubblico guidi il processo innovativo.
URI: http://hdl.handle.net/10077/11196
ISSN: 2282-6599
Appears in Collections:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2015) 2

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