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Recent Submissions

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  • Publication
    Contributo alla conoscenza di Mantova altomedievale. Dati stratigrafici da scavi èditi e inediti
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Manicardi, Alberto
    Il presente contributo è desunto da una ricerca più ampia che affronta due aspetti centrali dell’archeologia delle città, che per ragioni e tradizioni differenti hanno segnato gli studi del secolo scorso: la topografia, da un lato, e gli aspetti della pianificazione (il potenziale archeologico) dall’altro. I due temi contribuiscono a delineare il percorso attraverso cui è stato affrontato lo studio della città di Mantova nell’alto Medioevo. La ricerca si muove infatti tra la ricostruzione topografica della struttura urbana, anche e soprattutto diacronicamente, e l’uso della fonte archeologica nella sua dimensione “pubblica”. In questo caso uno delle principali caratteristiche del lavoro è il tentativo di muoversi tra la ricostruzione del contesto urbano e la valutazione stratigrafica dei singoli contesti di scavo, tanto da riportare alla memoria i primi lavori di archeologia urbana. La parte conclusiva è più orientata alla considerazione dei dati archeologici in un’ottica di pianificazione: questo viene fatto sottolineando due aspetti importanti, la necessità dello sviluppo di un GIS che incontra in pieno il dibattito anche attualmente in corso su questi temi e quello dell’integrazione con altre tipologie di fonte.
      1325  463
  • Publication
    La memoria del Grand Tour. Un set di strumenti chirurgici ‘pompeiani’ in collezione privata a Padova
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Cannataro, Alessandra
    Il presente lavoro si inquadra in una ricerca condotta dal Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università di Udine sulla produzione e il mercato dei falsi; il caso oggetto di studio è uno strumentario chirurgico pseudo-antico da una collezione privata vicentina, del quale si approfondisce l’analisi stilistica grazie al contributo degli esami effettuati nel laboratorio della Soprintendenza Archeologia del Veneto. Ciò costituisce la premessa per indagare i motivi ispiratori e gli obiettivi di tale produzione, nel tentativo di individuarne produttori e destinatari. L’ipotesi sottesa alla ricerca è che l’altissimo grado di verosimiglianza, ottenuto nella realizzazione del falso sia attribuibile al fatto che sia stato prodotto in un arco di tempo ben determinato, per un ambiente di collezionisti e studiosi, a scopo eminentemente scientifico. Per ulteriori conferme viene contestualmente analizzato il contenitore nel quale gli strumenti sono stati conservati: una miniatura laccata proveniente dalla Russia di inizio Novecento, produzione di un certo pregio artistico, piuttosto famosa e diffusa in tutta Europa e soprattutto nei paesi dell’ex blocco sovietico. La produzione del cofanetto, il suo allestimento per gli strumenti, la storia del suo arrivo nella collezione Rossi, sembrano riconducibili per molti dettagli al periodo storico e all’ambiente del collezionismo antiquario e scientifico per il quale potrebbero essere stati prodotti gli strumenti.
      1148  1422
  • Publication
    Il bambino e il ‘gladiatore’. Una ricca sepoltura infantile nella Padova di media età imperiale
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Rossi, Cecilia
    Il bambino e il ‘gladiatore’. Una ricca sepoltura infantile nella Padova di media età imperiale Il contributo ha per oggetto un’inumazione infantile databile alla seconda metà del II secolo d.C., scoperta a Padova nel 2012 nel settore della necropoli urbana meridionale afferente alla strada diretta a Bologna. La presentazione dei dati ha inizio con l’analisi tipo-cronologica dei manufatti. A seguire, si propone una ricostruzione del rituale di seppellimento partendo dai dati tafonomici, dallo scavo della fossa con manomissione di una tomba precedente, alla deposizione della cassa e dei materiali di accompagno. Un occhio di riguardo si riserva all’elemento più singolare del corredo: una statuetta fittile di gladiatore, unicum nel suo genere per tipologia, stato di conservazione e integrità del contesto di ritrovamento. Chiude il contributo una riflessione di carattere economico, suscitata dalla provenienza dei manufatti, con dati che gettano nuova luce sulla rete commerciale della civitas di media età imperiale.
      1290  898
  • Publication
    Il sale nella protostoria dell’Adriatico: una proposta di interpretazione per il deposito votivo di Cupra Marittima (Ascoli Piceno)
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Càssola Guida, Paola
    Il contributo accenna all’importanza a alla diffusione del sale nella protostoria con particolare riguardo all’Italia adriatica, e dunque al sale marino, e al metodo di produzione definito briquetage, che, facendo uso di grandi quantità di combustibile e di impasto argilloso per forni, bacini, sostegni, stampi o formelle, ecc., consentiva mediante ‘evaporazione forzata’ (con uso del fuoco), di ottenere forme di sale cristallizzato facilmente trasportabili e pronte per l’uso o per lo scambio. Tralasciando l’importanza sociale ed economica, temi già largamente discussi dagli studiosi, e rivolgendoci ai possibili aspetti simbolici della produzione del sale, intendiamo prospettare l’ipotesi di interpretare come una stipe formata da ripetute offerte di uno o più gruppi di salinari un complesso di oggetti, tutti di impasto argilloso lavorato a mano, che fu trovato nel corso degli anni ’80 presso Cupra Marittima: un contesto di epoca arcaica rimasto inspiegato e a tutt’oggi apparentemente privo di confronti, che comprende vasi miniaturizzati di tipi noti diffusi in Italia peninsulare associati a varie categorie di manufatti enigmatici anch’essi di dimensioni ridotte. Tutti gli oggetti sembrano trovare una spiegazione coerente se, sottoposti ad analisi particolareggiata, vengono inseriti nel quadro della lavorazione del sale e considerati frutto di offerte periodiche alla divinità da parte di addetti alla produzione che usavano il metodo del briquetage.
      1111  2098
  • Publication
    Inter tela volantia: Orientalistica e geopolitica. Uno sguardo oltre le forme opportunistiche del Politically correct
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2016)
    Panaino, Antonio
    Il testo suggerisce una riflessione sul ruolo degli studi umanistici, e nello specifico degli studi di orientalistica, di fronte a situazioni geopolitiche difficili. L’autore si interroga sullo scopo di tali studi, considerando sia il passato, sia i più recenti sviluppi politico-militari in Medio Oriente e nell’Asia Centrale. La riflessione riguarda anche l’attitudine etica e ideologica dello studioso di orientalistica, partendo dal presupposto che «credere tale mestiere avulso dalla storia» sarebbe illusorio, ma che d’altra parte non può esistere un’obiettività culturale, religiosa, politica e filosofica assoluta.
      1138  829