Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/11472
Title: SPORT, EDUCAZIONE E SERVIZIO SOCIALE
Authors: PONTELLO, ELISABETTA
Issue Date: 19-Apr-2004
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Il percorso di ricerca ha avuto l'obiettivo di operare una riflessione sul significato dello sport, sulle motivazioni per cui esso viene praticato ed il senso che assume nella vita sociale. Allo scopo è sembrata necessaria un'analisi della crescente domanda di sport, proveniente da fasce e settori diversi della popolazione, da organizzazioni e istituzioni, al fine di ricostruire rappresentazioni sociali, pratiche individuali e collettive, nuovi bisogni e nuove opportunità nell'ambito della prevenzione del disagio. In particolare, riguardo alla dimensione locale, sono state prese in considerazione e comparate alcune indagini che, unitamente ad alcune esperienze innovative di integrazione, offrissero un quadro di riferimento per l'avvio di progetti ed applicazioni all'ambito sportivo delle metodologie di rete. La prospettiva assunta è stata sin dall'inizio di tipo integrato, in quanto si è partiti dalle teorie di riferimento delle scienze psico ... pedagogiche, sociologiche e del servizio sociale per giungere, attraverso l'analisi dello stato della ricerca sociale sullo sport nel nostro Paese, ad una proposta di progettazione in rete di interventi a carattere sportivo, che confermasse l'ipotesi di studio circa la possibile presenza di professionalità diverse impegnate nel lavoro di rete in una logica interdisciplianre. Tutto il percorso di ricerca, pertanto, è stato condotto su un triplice piano di riflessione, assumendo di volta in volta, per ogni aspetto della problematica esaminato, sia una prospettiva psicopedagogia, che sociologica, senza tralasciare un'analisi dal punto di vista del servzio sociale, nel tentativo di coniugare teorie e prassi proprie di campi disciplinari diversi . Il rapporto teoria-pratica è stato oggetto di osservazioni riguardanti sia l'ambito educativo che del Servizio sociale, in quanto per entrambe le discipline, si è visto che rappresenta uno snodo cruciale, in ordine alla natura e all'identità professionale dell'operatore. 1. Formazione ed educazione attraverso lo sport. Lo sport rappresenta uno strumento di formazione lungo tutto l'arco di vita, dal bambino, ali' adulto, all'anziano, in quanto attraverso l'attività motoria, sia individuale che di gruppo, sono più facilmente raggiungibili alcuni obiettivi educativi trasferibili sul piano esistenziale, a qualunque età: la capacità di proiettarsi verso un meta o un record, sviluppando un positivo atteggiamento progettuale nella vita; la capacità di 'atuodeterminazione ' e autocontrollo sulla propria vita, mediante il mantenimento della fiducia in se stesso; l'interiorizzazione di 'valori difficili', come la perseveranza, la rinuncia, la lealtà, il coraggio, la fermezza, etc; la capacità di conoscere i propri limiti ed autovalutarsi; la capacità di accettare gli altri e le regole del vivere sociale. In una prospettiva di educazione permanente, lo sport può essere, come si è visto, uno strumento prezioso per la conquista o la conferma della propria identità di adulto e di anziano, per il conseguimento di una migliore autonomia e per l'acquisizione di competenze non limitate all'ambito motorio. L'esame delle teorie dello sviluppo e dell'apprendimento applicate ali' ambito motorio, ha confermato il superamento di una visione dualistica della persona umana e la reciproca influenza delle dimensioni congnitiva, motoria, affettiva, morale e sociale della personalità. Tale visone unitaria risulta ampiamente riconosciuta dagli studiosi delle discipline psicologiche e pedagogiche e consente il superamento di una visione medicalizzata della salute ed essenzialmente fisiologica dell'attività motoria. Un tale approccio sembra essere più che attuale, come risulta da positive sinergie tra l'ambito sanitario, educativo e socio-assistenziale, realizzate anche in diversi ambiti locali mediante progettazioni in rete. 2. Il valore sociale dello sport L'alterità appare uno dei temi dominanti del dibattito culturale contemporaneo: rispetto, accoglienza, cooperazione, aiuto, rappresentano valori emergenti di riferimento. Oggi più che mai lo sport sembra potersi collocare collocarsi in orizzonti di senso che facciano propri tali valori e li realizzino quotidianamente nella pratica sportiva sia essa di tipo educativo, amatoriale, agonistico, riabilitativo, e quant'altro. Lo sport si colloca in molteplici contesti della vita quotidiana nelle sue varie forme di espressione: praticato o seguito, diffuso dai media, ma in ogni caso facente parte del nostro sistema sociale che molto spesso ne assume emblematicamente i modelli. Purtoppo non sempre è l'immagine giusta dello sport quella che ci viene offerta: competizione esasperata, conflittualità, doping, violenza, etc. In tal modo il rispetto dell'altro che fa parte del sistema sociale, viene a mancare, ed i valori a i quali si desidera fare riferimento vengono spesso disattesi. In una prospettiva che considera la salute e benessere come valori fondati sulla reciprocità sembra possibile raggiungere attraverso lo sport, modelli e stili di vita, per i quali l'elemento indispensabile a realizzare il "gioco" sportivo, come quello della vita, è dato da un passaggio dalla dimensione intrapsicologica della persona a quella interpsicologica, da una dimensione individuale ad una collettiva. Ciò comporta un'equilibrata attenzione da un lato al benessere della persona che fa sport, dall'altro ai gruppi, alla comunità, (runici, familiari, compagni, dirigenti, allenatori, insegnanti, associazioni, società sportive, etc.), valorizzando in particolare il ruolo della famiglia. La salute appare allora in una dimensione etica che necessariamente rimanda all'altro, e non solo alle norme da rispettare che condizionano i momenti di vita sportiva, ma soprattutto al benessere che può derivare dal condividere esperienze, creare relazioni tra persone, gruppi, popoli. Lo sport allora non è solo il mantenersi in forma, il divertimento, lo sfogo, è molto di più, come risulta dalle indagini che sono state prese in esame: è un servizio sociale in quanto attraverso le sue pratiche, nei diversi contesti , offre un servizio richiesto dalla comunità. Un servizio che implica specifiche professionalità chiamate ad operare sinergicamente nella comunità, a partire dalla famiglia, rete infonnale di sostegno in condizioni normali e di bisogno, fino alla comunità locale, contesto di partecipazione attiva socio-comunitaria. 3. La ricerca sociale sullo sport L'esame della letteratura riferita all'ambito nazionale ha messo in luce un certo ritardo rispetto al contesto europeo, dello stato della ricerca sociale sullo sport nel nostro Paese. A questo si aggiunge la difficoltà a trovare un autonomo campo d'indagine. Emerge inoltre la necessità di interpretare il fenomeno sportivo, piuttosto che quantificarlo sulla base di dati numerici (ad esempio, il numero di palestre presenti in Italia o il numero di frequentanti), peraltro risultanti da diverse e numerose ricerche condotte da Enti preposti (ad es. l'ISTAT) o commissioni nell'ambito del CONI. Tale bisogno di esplorazione dei 'nodi discorsivi' riguardanti le caratteristiche dello sport a partire da una dimensione micro (la vita quotidiana di un quartiere cittadino o delle rappresentazioni e dei significati che gli intervistati danno al fenomeno), emerge vieppiù in settori come quello educativo e sociale, l'uno caratterizzato prevalentemente da ricerche condotte con la metodologia della ricerca-intervento, l'altro da ricerche sia quantitative che qualitative. E' risultata inoltre una certa inadeguatezza dei grandi paradigmi di studio e di analisi applicati indistintamente allo sport, il quale richiede un ambito autonomo d'indagine, che comprenda e si interroghi su logiche interne ed organizzazioni. Tuttavia, non sembra doversi escludere un'integrazione di metodi di ricerca quantiqualitativi, che richiedano tuttavia il padroneggiamento di metodologie e strumenti rigorosi, in relazione ai quali sembrerebbe necessario, piuttosto, l'evolversi di una cultura scientifica e metodologica, a partire dagli ambiti accademici deputati alla formazione dei laureati in Scienze motorie e Sociologia, sino agli ambiti di ricerca propriamente detti. In particolare sembra praticabile, alla luce delle nuove possibilità offerte dai metodi di ricerca non-standard, utilizzare metodologie e strumenti come l'intervista biografica per integrare la già numerosa presenza di ricerche quantitative in materia, ed offrire la possibilità di comprendere le rappresentazioni di senso comune sui diversi aspetti del fenomeno sportivo da parte di soggetti individuali e collettivi. Quanto al raffronto tra le indagini condotte nella Provincia di Gorizia, avviate a partire dal 1998, che hanno permesso di studiare l'intera popolazione giovanile scolarizzata, dalla scuola materna alla scuola superiore, si è visto come lo sport rappresenti un esigenza di vita per bambini, giovani, famiglie e insegnanti. Tali studi, diversificati per fasce d'età hanno raggiunto l'obiettivo di dimensionare il fenomeno della pratica sportiva dei giovani dell'isontino, ed hanno permesso di comprendere motivazioni e atteggiamenti degli attori intervistati. La funzionalità delle ricerche effettuate e la ricaduta sociale sulla realtà territoriale locale è stata dimostrata dal fatto che tali indagini hanno dato avvio e sviluppo ad alcuni progetti condotti in rete sul territorio isontino, con la concreta integrazione delle azioni di diversi soggetti istituzionali e sociali operanti in ambito educativo, sanitario e sportivo. Nei casi presi in esame si è riscontrata una partecipazione all'attività sportiva di giovani e famiglie, che si potrebbe definire ampia, tenendo in considerazione i dati nazionali, forniti dall'Istat, con le indagini multiscopo, e quelli elaborati dal CONI. La soluzione ai problemi di una società esasperata dalla competizione che sta decisamente perdendo il senso del valore della persona, può venire anche dallo sport. Luoghi e modi delle dinamiche educative sportive, sembrano essere molteplici e lo sport nelle sue forme, contribuisce a rimettere in discussione la visone tradizionale del rapporto tra educazione e tempo, diventando oggetto di rivendicazione alla pratica sportiva, come diritto allo sport lungo tutto l'arco di vita. 4. Sport e Servizio Sociale La manifestazione di nuovi bisogni da parte delle famiglie e della comunità e la conseguente aumentata richiesta di servizi sportivi da parte di diverse fasce della popolazione, hanno determinato una valorizzazione dello sport, in particolare nei suoi aspetti educativi/rieducativi, anche nell'ambito del Servizio Sociale. Con l'affermarsi del concetto di "rete sociale" e del lavoro di rete, ovvero dei legami che si instaurano tra gli individui coinvolti in sistemi relazionali e reti sociali, è stato possibile anche nel servizio sociale, nell'ambito delle politiche sociali e dell'intervento sociale, con particolare riferimento a quello italiano, individuare interventi ed azioni che hanno strutturalmente riguardato lo sport in progettazioni ed interventi specifici. Dalle esame delle fonti normative di riferimento, in particolare delle leggi considerate maggiormente significative in funzione dello sviluppo di progettazioni comuni tra gli ambiti scolastico, sanitario e socio-assistenziale, sono state tratte alcune considerazioni che sembrano legittimare una proposta metodologicaoperativa che integri logiche professionali proprie dei campi disciplinari citati e solleciti un processo di inclusione dello sport e delle possibilità offerte dalle attività motorie di diverso genere, nell'elaborazione dei Piani di zona. In tal senso sono stati individuati molteplici contesti e best- practises, nei quali lo sport è stato concepito come strumento, all'interno del lavoro di rete, in funzione sociale, in particolari aree di intervento previste dalle programmazioni territoriali di alcuni Comuni e Province. Sono stati inoltre prese in considerazione alcune categorie di soggetti 'socialmente deboli' e si è visto come in tutti gli ambiti esaminati lo sport venga inserito in funzione preventiva e/o riabilitativa.
Description: 2002/2003
URI: http://thesis2.sba.units.it/store/handle/item/12494
http://hdl.handle.net/10077/11472
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