Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/11669
Title: Sfera pubblica, cittadinanza e motivazioni religiose. Uno sguardo critico al dibattito contemporaneo
Authors: Romeo, Andrea
Keywords: GiustificazionismoStandard ViewIntegrazionistic ViewProvisoTraduzione secolarizzanteLiberalismo
Issue Date: 2015
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Andrea Romeo, "Sfera pubblica, cittadinanza e motivazioni religiose. Uno sguardo critico al dibattito contemporaneo", in: "Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica - A. VII (2015) n. 1", p. 71-91
Series/Report no.: Tigor: rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica
A. VII (2015) n. 1
Abstract: La dimensione postsecolare e pluralista delle moderne società democratiche origina diverse problematiche in merito alla convivenza sociale, tanto teoriche quanto operative. Uno di tali nodi teorici ha dato luogo, di recente, ad un acceso e vivace dibattito, concernente il rapporto, conflittuale e certo controverso, tra la sfera pubblica formale e le argomentazioni religiose proposte da quei cittadini le cui opzioni valoriali sono guidate o, quantomeno, profondamente ispirate da una comprehensive doctrine di natura fideistica. Nel tentativo di offrire una risposta, la partita argomentativa è giocata, principalmente, tra due scuole di pensiero. Ad un’estremità del dibattito si pone la corrente giustificazionistica, di scuola liberale, che sostiene l’esistenza di un onere di traduzione in un linguaggio secolare per quelle istanze che sono articolate per mezzo di un logos religioso; e ciò al fine di poter giustificare la reciprocità del potere coercitivo attraverso l’idea dell’autonomia politica, ovverosia della potenziale accettabilità delle ragioni normative su basi argomentative universalizzabili. L’onere di traduzione, com’è noto, è stato introdotto da John Rawls ed estremizzato, nel rigore esclusivista, da Robert Audi e altri autori che sostengono forme di giustificazionismo esclusivo. Questa concezione viene criticata dalla «integrazionistic view» che, in contrapposizione polemica con la tesi giustificazionista, muove dall’impossibilità morale, per i cittadini religiosi, di scindere la propria personalità in un lato pubblico ed un altro privato e contravvenire, in questo modo, ai propri commitment religiosi. Inoltre, gli autori integrazionisti criticano l’imposizione asimmetrica dell’onere di traduzione, che graverebbe soltanto sulle spalle dei cittadini religiosi, determinando una diaresi tra cittadini insider e outsider. Tali critiche vengono prese sul serio e affrontate da Jürgen Habermas, nel tentativo di proporre una concezione più inclusiva del giustificazionismo liberale, in grado di impegnare nell’onere di traduzione anche i cittadini pienamente secolarizzati, consentendo una piena partecipazione nei meccanismi di produzione normativa.
URI: http://hdl.handle.net/10077/11669
ISSN: 2035-584x
Appears in Collections:14 Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica. A. VII (2015), n. 1 (gennaio-giugno)

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