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Title: “SEGNI” CARTOGRAFICI E PARAMETRI FOTOGEOLOGICI: EVIDENZA DI PROCESSI NATURALI E MEMORIA STORICA DEI LUOGHI (VAL DI CHIANA E TEVERE UMBRO)
CARTOGRAPHIC "SIGNS" AND PHOTOGEOLOGICAL PARAMETERS: EVIDENCE OF NATURAL PROCESSES AND HISTORICAL MEMORY OF PLACES (VAL DI CHIANA AND UMBRIAN TIBER)
Authors: Gregori, Lucilia
Issue Date: 2010
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Lucilia Gregori, ""SEGNI” CARTOGRAFICI E PARAMETRI FOTOGEOLOGICI: EVIDENZA DI PROCESSI NATURALI E MEMORIA STORICA DEI LUOGHI (VAL DI CHIANA E TEVERE UMBRO) = CARTOGRAPHIC "SIGNS" AND PHOTOGEOLOGICAL PARAMETERS: EVIDENCE OF NATURAL PROCESSES AND HISTORICAL MEMORY OF PLACES (VAL DI CHIANA AND UMBRIAN TIBER)", in: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 139-140 (2010), Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2010, pp. 269-286
Series/Report no.: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia
139-140
Abstract: 
Il tema del convegno dell’AIC di Gorizia, particolarmente stimolante, permette interessanti
spunti di ricerca nell’ interpretazione della cartografia storica.
Le carte storiche e le foto aeree sono due strumenti conoscitivi che, pur avendo un
approccio grafico, tecnico ed interpretativo apparentemente distante, risultano però
particolarmente sinergici per la conoscenza del territorio. Il geologo e/o il fotointerprete,
infatti, si avvalgono di competenze specifiche e di dati di campagna di vario
contenuto e tipologia per conoscere le vicende che hanno interessato un’area e tali
notizie, ovviamente, trovano espressione nella restituzione cartografica.
Il risultato conoscitivo complessivo, pertanto, diventa articolato, dettagliato e ricco
d’informazioni, ma queste possono essere colte anche dall’attenta osservazione dei
“segni” che un antico incisore o cartografo ha tracciato, minuziosamente o in modo
approssimativo, in una cartografia datata. Tale materiale oltre la suggestione che
evoca, rappresenta in un luogo un intervallo temporale da colmare sotto il profilo
evolutivo, compreso fra la ricostruzione scientifica e le evidenze fisiche recenti e/o
attuali. Il “tratteggio artistico”, come veniva definito dall’IGM (1960), è quasi sempre
fedele riproduzione degli elementi naturali del paesaggio che mette in evidenza
situazioni morfologiche e idrografiche. Evidenze morfologiche di neotettonica possono
essere colte, inaspettatamente, anche in un paesaggio appena abbozzato da un
cartografo. Gli elementi morfologici, infatti, e in particolare, quelli idrografici, sono
sta ti da sempre considerati punti topografici significativi, come spartiacque, barriere
naturali o confini. Spesso il confine di una regione è più stabile del tracciato di un
fiume che la delimita e che nel suo evolvere abbandona il “segno” dell’uomo, diventando
così relitto di un processo morfogenetico e memoria di un’evoluzione antropica.
I confini degli uomini seguono quelli fisici dei luoghi e delimitano proprietà e
aree di pertinenza, seguendo le graduali variazioni dei processi naturali. La memoria degli uomini s’incrocia con quella della terra e le vicende che li hanno coinvolti si
evincono dalla lettura delle cartografie storiche come dalle più moderne immagini
aeree che recano traccia indelebile e leggibile di processi passati e/o recenti.
L’ampia depressione valliva della Chiana, per esempio, è terra di confine e di comunicazione
morfo-idrografica tra il territorio toscano ed umbro, mentre il tracciato del
Tevere da Anghiari a Todi è motivo morfologico condizionato e condizionante l’evoluzione
storico-ambientale dell’Umbria. La storia idrografica di queste aree è riconoscibile
sia nelle vecchie cartografie sia nelle foto aeree e consente di elaborare ipotesi
sull’evoluzione paleogeografica locale, avvalendosi appunto degli strumenti cartografici
anche più datati, che trovano un ampio riscontro nelle più moderne rappresentazioni
e tecniche d’interpretazione del territorio.

The theme of the conference of AIC in Gorizia is particularly stimulating and can
raise issues interesting for research and interpretation in the historical cartography
and beyond. The historical maps and aerial photos are two cognitive tools with an
apparently different technical and interpretive approach, but are particularly useful
for understanding the territory. The geologist and photo-interpreter, in fact, can
make use of expertise and field data of various content and type to get to know the
events that have affected the area. These reports are obviously reflected in the mapping.
The overall result of knowledge, therefore, becomes structured, detailed and
rich in information, that can be grasped from an attentive observation of "signs"
that an old engraver and cartographer drew carefully or roughly on an ancient
map. This instrument, besides the suggestion that it evokes, also represents a gap
in time that has to be filled from a place between the scientific reconstruction and
the current physical evidence. The "hatch art”, as it was defined by IGM, is almost
always a faithful reproduction of the natural elements of landscape delineating
morphological and hydrographic situations. Morphological evidence of neo-tectonics
may be picked up unexpectedly in a landscape just drafted by an engraver cartographer.
The morphological elements, in fact, were always considered significant
topographical elements such as a watershed and natural boundaries. Often the
limit of a region is more stable than the path of a river that delimits that region
and that, in its development, abandons the "sign" of man, becoming the wreck of
a morphogenetic process and memory of the human evolution. Human boundaries
follow the physical boundaries of places and delimit relevant property and areas
following the gradual changes in natural processes. Human memory intersects
with that of the earth and events that they are involved in can be inferred both
from historical maps as the latest aerial imagery, bearing indelible trace of processes
past and present. The broad depression of Chiana valley, for example, is land
of border and communication between the morpho-hydrographic of Tuscany and
Umbrian territory. The pattern of the Tiber, between Todi and Anghiari, is strongly
morphologically conditioned and conditioning the evolution of historical and
environmental Umbria. The hydrographic history of these areas is natural recognizable
in the old maps and in aerial photos and can help to develop hypotheses on
the paleogeographic local evolution, by making use of ancient maps that are reflected
in most modern representations and techniques of the land interpretation.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/11992
ISSN: 2282-472X
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