Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/12292
Title: LA CARTOGRAFIA NELLA DIDATTICA E NELLA FORMAZIONE
THE CARTOGRAPHY IN THE DIDACTICS AND THE FORMATION
Authors: Salgaro, Silvino
Issue Date: 21-Mar-2016
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Silvino Salgaro, "LA CARTOGRAFIA NELLA DIDATTICA E NELLA FORMAZIONE", in: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 129-130-131 (2007), Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2007, pp. 11-38
Series/Report no.: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia
129-130-131
Abstract: Quando si parla di geografia le reazioni che si suscitano nell’interlocutore sono quasi sempre di indifferenza, se non di disgusto, considerata l’immagine che di essa si è conservata dalla scuola. Una percezione negativa legata al nozionismo e alla memorizzazione fine a se stessa che l’ha fatta odiare ad intere generazioni di studenti, e che oggi la portano ad essere sempre più marginalizzata e marginale nel contesto formativo. E con essa la cartografia che ne è il linguaggio specifico, nonostante il suo crescente utilizzo come strumento di comunicazione e conoscenza. Un convegno volto alla disamina dei problemi connessi alla didattica della cartografia diventa il tentativo di recuperare un’immagine diversa della disciplina proprio grazie all’utilizzo delle immagini cartografiche. La loro riscoperta, al pari della geografia, può favorire la formazione dei cittadini del mondo, cioè di persone in grado di sapersi rapportare con un’informazione sempre più ricca, varia e caratterizzata da linguaggi diversi. Solo chi saprà decodificare il modo attento, preciso, compiuto queste forme di comunicazione potrà essere soggetto e non oggetto di quel potere che la massmedialità offre, per essere pronto a cogliere le opportunità, a comprendere i cambiamenti e a confrontarsi con il mondo della complessità.
When somebody speaks about geography the reactions that can be noticed in the interlocutor are very often of indifference, if not revulsion at it, mainly because of the memories from school. A negative perception linked to the sciolism and memorization for memorization’s sake, that made geography hated by generation of students made geography more and more marginalized and marginal in the formative context. And with geography the same happened to cartography, that is its specific language, despite its increasing usage as communication and knowledge tool. A meeting about the didactics of cartography becomes an attempt to recover a different image of the subject, thanks to the utilization of cartographic images. Their rediscovery, together with the geography, can help in the education of citizen of the world, i.e. people able to manage a richer and richer information, characterized by different languages. Only who will be able to decode this communication means in a careful, precise and complete manner, will be a subject and not a object of the power offered by mass-media, and will be able to catch the opportunities, to understand the changes and to manage the ever-changing world of complexity.
URI: http://hdl.handle.net/10077/12292
ISSN: 00449733
Appears in Collections:Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 129-130-131

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