Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/12485
Title: Comparazione tra i tassi di erosione e sollevamento dell'Appennino Lucano: l'esempio della Fiumara di Tito e Picerno
COMPARISON BETWEEN UPLIFT AND EROSION RATES FROM THE TITO-PICERNO RIVER BASIN, SΟUΤΗΕRΝ ΙΤΑLΙΑΝ ΑΡΕΝΝΙΝΕS
Authors: Schiattarella, Marcello
Beneduce, Paolo
Pascale, Stefania
Keywords: Geomorfologia tettonicatassi di sollevamento ed erosioneAppennino meridionaleTectonic geomorphology uplift and erosion ratesSouthern Apennines
Issue Date: 12-Apr-2016
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Marcello Schiattarella, Paolo Beneduce, Stefania Pascale, "Comparazione tra i tassi di erosione e sollevamento dell'Appennino Lucano: l'esempio della Fiumara di Tito e Picerno", in: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia 121-122 (2004), Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2004, pp. 367-385
Series/Report no.: Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia
121-122
Abstract: La Fiumara di Tito e Picerno scorre in una valle asimmetrica del versante sud-occidentale dell'Appennino lucano, caratterizzata da almeno quattro ordini di superfici topografiche poligeniche. Nell'area dominano i processi di erosione lineare ma non mancano i movimenti di massa. Allo scopo di mettere in relazione tali processi con la mobilità tettonica della zona assiale della catena, è stata condotta l'analisi geomorfica quantitativa del bacino idrografico e stimata l'entità dell'erosione legata al deflusso superficiale tramite cartografia politematica. || tasso di erosione medio annuo per l'intera area è risultato di circa 0.2 mm/anno. Sulla base delle correlazioni tra superfici erosionali e deposizionali all'interno del bacino e tra queste ed elementi del paesaggio a scala regionale, è stato calcolato un tasso di sollevamento medio pari a 0.7 mm/anno per gli ultimi 2 Ma. La comparazione con la velocità di erosione suggerisce in prima analisi che il tasso di smantellamento erosivo da parte dei corsi d'acqua non ha compensato il tasso di sollevamento della zona assiale dell'Appennino lucano, che risulterebbe pertanto essere un sistema in forte disequilibrio all'interno del quale altri processi erosivi (franosità e movimenti lenti di versante) vengono necessariamente attivati. I tassi di uplift in aree contigue e relativi ad intervalli temporali più ristretti e recenti, cioè riferibili al Pleistocene superiore – Olocene, rivelano tuttavia valori intorno a 0.2-0.3 mm/anno – e dunque comparabili con quelli di erosione calcolati in questo lavoro. Questo testimonierebbe uno stato di equilibrio stazionario della catena, dove la franosità è stata concentrata in determinati periodi del recente passato geologico per motivi essenzialmente climatici ed è attivata in tempi storici anche per induzione sismica.
The Tito-Picerno River flows in an asymmetric valley of the axial zone of the Lucanian segment of the southern Italian Apennines, including the homonymous villages, not far from the town of Potenza. This stream is a tributary of a network delivering to the Tyrrhenian Sea. The valley sides are characterized by four orders of erosional polygenic and/or depositional landsurfaces, at least. This area prevalently underwent fluvial erosion, but landforms related to mass movements are significantly present as well. In order to relate these different erosion processes to tectonic mobility of the axial zone of the chain, a geomorphic quantitative analysis has been carried out and the eroded volumes of rocks forming both the Mesozoic bedrock and the Pliocene clastic covers have been calculated, using cartographic methods and also converting the fluvial turbid transport data as evaluated by geomorphic parameters. The annual average erosion rate is about 0.2 mm/a. On the grounds of correlations among landsurfaces inside the basin and between these ones and the nearby palaeosurfaces extended on a regional scale, an uplift rates of 0.7 mm/a for the last 2 Ma has been estimated. The comparison with the erosion rate suggests in a first analysis that the fluvial erosion did not match the tectonic uplift of the axial zone of the Lucanian Apennine, which therefore could resulta non-steady system, strongly perturbed by othererosion phenomena. In such a framework, landslides and Soil creep have to be necessarily activated to drop the disequilibrium triggered by uplift/erosion rate differential. Nevertheless, uplift rates from adjacent areas and related to a smaller time-span, and in particular referred to the late Pleistocene – Holocene interval, revealed values of 0.2-0.3 mm/a, well-fitting the erosion rate calculated in the study area. This testifies a steady-state of the chain, in which mass movements activity has been concentrated in particular periods of the recent geological past essentially because of climatic factors and is triggered during historical times also by Seismic induction.
URI: http://hdl.handle.net/10077/12485
ISSN: 00449733
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