Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/12821
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dc.contributor.authorBernardi, Paolo-
dc.date.accessioned2016-06-01T12:58:28Z-
dc.date.available2016-06-01T12:58:28Z-
dc.date.issued2016-
dc.identifier.citationPaolo Bernardi - I 25 porti nazionali tra utopia e realtà, Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 1, art. 3.it_IT
dc.identifier.issn2282-6599-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/12821-
dc.description.abstractLa necessità di adeguare l’organizzazione ed il lavoro portuale nazionale alle regole comunitarie ha imposto, quarant’anni dopo la seconda guerra mondiale, il varo di una riforma portuale che, seppure con grave ritardo, ha introdotto nel nostro ordinamento elementi talmente innovativi da consentire la resa di prestazioni di eccellenza ai concessionari di aree e banchine appena costituiti. Il settore appena riformato si è trovato tuttavia a dover fronteggiare drammatiche scelte di sviluppo determinate dall’impiego di navi con dimensioni e capacità di carico sempre maggiori, dal sostanziale insuccesso del progetto di costituzione di una rete interportuale nazionale e dalla volontà degli armatori di partecipare, in associazione con i concessionari, alla gestione dei terminal portuali. D’altra parte la mancanza di adeguate strategie competitive e sempre maggiore dipendenza dei concessionari dalle politiche concorrenziali e di mercato praticate dai grandi vettori marittimi ha indotto alcune Authority a facilitare una impropria politica di abbattimento dei costi portuali deprimendo un settore che dovrebbe invece essere fonte di prosperità per il territorio di appartenenza. Eventi così importanti avrebbero dovuto trovare l’adeguata risposta in una riforma della legislazione portuale che contenesse una approfondita opera di perfezionamento, manutenzione e rispetto delle regole introdotte dalla Legge 84\94 così come in una appropriata replica dello stato che, alla richiesta di indifferibili infrastrutture anche logistiche proposte da un settore fondamentale dell’economia nazionale, favorisse un uso appropriato dei porti nazionali di trasbordo capitalizzando l’immenso patrimonio portuale che arricchisce le coste del nostro Paese.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherEUT Edizioni Università di Triesteit_IT
dc.relation.ispartofseriesRivista di Economia e Politica dei Trasportiit_IT
dc.relation.ispartofseries1it_IT
dc.subjectConcessioni portualiit_IT
dc.subjectriforma portualeit_IT
dc.subjectterminali di trasbordoit_IT
dc.titleI 25 porti nazionali tra utopia e realtàit_IT
dc.typeArticle-
item.openairetypearticle-
item.cerifentitytypePublications-
item.grantfulltextopen-
item.languageiso639-1it-
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_6501-
item.fulltextWith Fulltext-
Appears in Collections:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2016) 1
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