Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/12841
Title: Dinamiche urbane e città post-socialiste: monitoraggio mediante telerilevamento. Casi di studio
Authors: Mauro, Giovanni
Keywords: Città post-socialiste,telerilevamentociclo di vita urbanoPripyatShanghaiAstanaSibiuLandsat TM/ETM+/OLI,Terra MODIS/ASTEROpenStreetMapNDVIinterpretazione visivaPost-socialist townsurban life cyclevisual interpretation
Issue Date: 2016
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Giovanni Mauro, "Dinamiche urbane e città post-socialiste: monitoraggio mediante telerilevamento. Casi di studio", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2016, pp. 130
Series/Report no.: Studi monografici / Associazione Italiana di Cartografia
1
Abstract: Negli ultimi trent’anni profonde trasformazioni politiche ed economiche hanno interessato i Paesi post-socialisti, modificandone non solo parametri di carattere quantitativo (PIL, reddito pro-capite, etc.) ma anche aspetti sociali e modelli culturali. Ciò ha determinato rilevanti movimenti migratori dalle aree rurali a quelle urbane. Per capire le principali trasformazioni avvenute in quattro città localizzate tra l’Europa orientale e l’Estremo Oriente (Sibiu in Romania, Pripyat in Ucraina, Astana in Kazakhstan e Shanghai in Cina) sono stati presi in esame dati telerilevati (Terra MODIS e ASTER; Landsat TM/ETM+/OLI) acquisiti nell’arco temporale che va dagli anni Ottanta ad oggi. Coadiuvate anche dall’interessante supporto della cartografia ‘libera’ di OpenStreetMap, come metodologia di lavoro si è scelta l’interpretazione visiva di serie storiche delle immagini satellitari o l’elaborazione e classificazione dell’indice di vegetazione NDVI (Normalized Difference Vegetation Index). I risultati hanno fornito un interessante spunto per approfondimenti e riflessioni sulle diverse dinamiche urbane di queste città. Posta nel cuore di una delle regioni più affascinanti d’Europa, Sibiu è la città le cui destinazioni d’uso hanno seguito negli ultimi trent’anni le indicazioni dettate durante periodo della Repubblica Socialista della Romania, senza tuttavia snaturare la funzione identitaria del centro storico che rimane il “core” di una città ‘ereditata’. Pripyat, invece, è la città dismessa, simbolo sconosciuto di una catastrofe ambientale che ha segnato negli anni Ottanta la storia del nucleare in Europa e nel mondo: Chernobyl. Come testimoniano anche le immagini satellitari, è ormai un territorio in abbandono il cui assetto urbano, ma anche rurale è praticamente scomparso. Inserita in un contesto territoriale dalle condizioni climatiche estreme, la nuova capitale del Kazakhstan Astana evidenzia una dinamica insediativa molto interessante, con una popolazione triplicata in poco più che trent’anni. Espansione urbana, ma anche profonde mutazioni nella struttura della città in cui i nuovi quartieri si innestano nella vecchia maglia della città socialista, stanno trasformando questa realtà urbana nell’icona della città postmoderna. Shanghai, infine, è stata scelta in quanto la città più popolosa della Cina con un trend demografico dal carattere quasi esponenziale negli ultimi trent’anni, passando da circa 12 milioni nel 1985 di abitanti ai quasi 25 milioni odierni. È una dinamica urbana che, vista dalle immagini satellitari, evidenzia una crescita territoriale particolarmente accentuata dagli anni ’90 ad oggi. In questo arco temporale Shanghai si trasforma radicalmente sviluppando il suo connotato reticolare, in una regione che perde quasi completamente il proprio carattere rurale, come evidenziano anche i confronti tra gli indici vegetazionali elaborati sui dati telerilevati. L’attuale possibilità di utilizzare a titolo gratuito sia i dati (cartografia digitale ed immagini satellitari per studi a scala regionale), sia programmi GIS open source alquanto performanti ha garantito la possibilità di raggiungere risultati interessanti per quattro realtà urbane completamente diverse tra loro. Tuttavia, per un breve periodo della loro vicenda urbana, queste città sono state accomunate dai principi dell’urbanistica socialista e dalla relativa pianificazione che ne ha parzialmente segnato dinamiche e assetti. La sfida più avvincente, cui si è cercato di rispondere, è stata proprio questa: qual è l’impronta che ha lasciato questa ideologia e la sua volontà pianificatrice sulla città post-socialista?
In the last three decades many economic and politic changes involved post-socialist Countries. Their impacts have big effects on the most important parameters like, for instance, Gross Domestic Production (GDP) or Per capita Income, but also on the social and cultural issues, leading migrations between rural and urban areas. In order to examine main changes occurred in four towns (Sibiu in Romania, Pripyat in Ukraina, Astana in Kazakhstan and Shanghai in China), we considered satellite images (Landsat TM/ETM+/OLI or Terra MODIS/ASTER) in the timeframe from ’80 till today. Using visual interpretation or NDVI (Normalized Difference Vegetation Index) vegetation index and overlaying the free digital cartography of OpenStreetMap Project on satellite images, we evaluated urban dynamics for these post-socialist towns. Sibiu is a medium city located in a charming region at the centre of Europe, the Transylvania. By the comparison between the master plan realized in the 1974 and a recent ASTER satellite image (2003), we realized how the urban growth is following - until now - the socialist guidelines. However, in this timeframe the historic town centre is maintaining its identity role, unlike the planning developments: European cultural capital in 2007, Sibiu well represents the ‘inherited’ town. Otherwise, Pripyat is an almost unknown city of Ukraine: it was built since 1970 to serve the nearby nuclear power plant of Chernobyl. But from 1986, when the nuclear catastrophe occurred, this little town (about 45.000 people lived here) has become the symbol of the social and environmental risks linked to this technology. As put in evidence also from the overall NDVI increase estimated by the comparison of the 1986 and 2014 Landsat TM/OLI images, Pripyat is now a ‘ghost city’ for a region where the social, economic and environmental impacts of this disaster are still very relevant. Sited in a region characterized by extreme climatic conditions, the new capital of the Kazakhstan - Astana - is the third case study. The Landsat time-series images (collected between 1985 and 2016) shows its fast growth, mostly in the last period after the 1997 (year in which it became capital), so nowadays there are more than 830.000 people. Satellite images put in evidence main transformations inside the old city: new religious places, new halls of the power and new quarters are inserted in the original socialist urban network, currently changing this town in a ‘postmodern’ city. Finally we considered the most populous town of the China, Shanghai. In the last decades its demographic growth is impressive, rising from 12 million people in the early 1980s to the current almost 25 million people. So, also from the spatial perspective, the urban dynamic of Shanghai is remarkable. Visual interpretation of satellite images (four Landsat images from 1985 till 2016) highlights the deeply changes of the Shanghai municipality (about 6.450 square Kilometers), from rural into urban. Besides, the comparison between vegetation indices (evaluated on the Landsat images) put in evidence a new reticular urban network involving also the neighbouring regions. The free availability of software GIS (Geographic Information System) open source and data (digital cartography and satellite images) gave us the chance to achieve interesting results about four very different urban areas. However, these towns had a common history for a brief period of their ‘life’, so in the recent past their master plans and their urban development had deeply influenced by socialist criteria. Using these four examples, this research is only the first step trying to answer to the following question: almost thirty years after the fall of the Berlin Wall, what are the post-socialist evidences left in these cities?
URI: http://hdl.handle.net/10077/12841
ISBN: 978-88-8303-747-4
eISBN: 978-88-8303-748-1
Appears in Collections:01 Dinamiche urbane e città post-socialiste: monitoraggio mediante telerilevamento. Casi di studio

Files in This Item:
File Description SizeFormat 
AIC-SM1_Mauro.pdfFull text26.75 MBAdobe PDFView/Open
Cover_AIC-SM1.jpgCover113.98 kBJPEGThumbnail
View/Open
copertina_dinamiche_urbane.pngCopertina453.2 kBimage/pngThumbnail
View/Open
Show full item record


CORE Recommender

Page view(s)

841
Last Week
1
Last month
7
checked on Oct 17, 2018

Download(s)

1,039
checked on Oct 17, 2018

Google ScholarTM

Check


Items in DSpace are protected by copyright, with all rights reserved, unless otherwise indicated.