Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/13192
Title: Una tendenziosa lezione di storia letteraria (su esegesi e testo di Marziale, VIII 73)
Authors: Fusi, Alessandro
Issue Date: 2016
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Alessandro Fusi, "Una tendenziosa lezione di storia letteraria (su esegesi e testo di Marziale, VIII 73)”, in: Incontri di Filologia Classica, XIV (2014-2015), EUT Edizioni Università di Trieste, 2016, pp. 59-89
Series/Report no.: Incontri di Filologia Classica
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Abstract: Nella prima sezione del contributo è analizzato l’epigramma VIII 73 di Marziale, nel quale il poeta, rispondendo alla richiesta di un patrono di produrre poesia elevata, chiede a sua volta “qualcosa da amare” (v. 4 da quod amem). Ai vv. 5-8 il catalogo di poeti d’amore ispirati dall’oggetto della loro passione (Properzio, Gallo, Tibullo, Catullo) è funzionale alla tesi secondo la quale è la persona amata a rendere grandi i poeti e prepara il terreno per la conclusione, nella quale l’epigrammista dichiara che la sua poesia sarà all’altezza di quella di Ovidio e Virgilio, purché anche egli abbia una Corinna o un Alessi. L’adesione alla tradizione biografico-allegorica che faceva dell’Alessi della seconda ecloga un reale puer donato da un patrono rivela l’intento della giocosa lezione di storia letteraria proposta dal poeta: al suo patrono Marziale chiede tra le righe il dono di un sensuale puer, capace di renderlo un poeta epico, come mostra l’analogia con VIII 55(56), nel quale il dono di Alessi da parte di Mecenate ispira immediatamente a Virgilio l’Eneide. È verosimile che la richiesta sia orientata verso Cesto, minister del patrono, già protagonista in VIII 46 e 50(51). Vengono poi discussi alcuni luoghi del testo e forniti elementi a sostegno delle lezioni della seconda famiglia, generalmente scartate dagli editori (vv. 1 Instani; 3 animumque; 5 lasciva).
In the first section of the paper is analysed Mart. VIII 73, where the poet, answering to his patron’s request for elevated poetry, asks in turn “something to love” (v. 4 da quod amem). The catalogue of love-poets inspired by the object of their passion (Propertius, Gallus, Tibullus, Catullus) is functional to the thesis that the beloved person makes great poets and prepares the ground for the conclusion, in which Martial declares that his poetry will be at the same height of Ovid’s and Virgil’s, if only he have a Corinna or an Alexis. The acceptance of the biographic-allegorical tradition which treated the Alexis of Virgil’second eclogue as a real puer, gift of a patron, reveals the goal of the playful literary history’s lesson proposed by the poet: Martial covertly suggests to his patron that the gift of a beautiful boy will make him an epic poet, as shows the analogy with VIII 55(56), where Maecenas’ gift of Alexis immediately inspires the Aeneid to Virgil. It is likely that the request is pointed to Cestus, minister of his patron, already mentioned in VIII 46 and 50(51). Discussed are then some critical loci of the epigram and given elements which support second family’s variants, generally discarded by editors (vv. 1 Instani; 3 animumque; 5 lasciva). 
URI: http://hdl.handle.net/10077/13192
ISSN: 2464-8752
eISSN: 2464-8760
DOI: 10.13137/2464-8760/13192
Appears in Collections:14. Incontri di filologia classica (2014-2015)

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