Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/13477
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dc.contributor.authorGregori, Tullio-
dc.contributor.authorDanielis, Romeo-
dc.date.accessioned2016-12-28T08:29:50Z-
dc.date.available2016-12-28T08:29:50Z-
dc.date.issued2016-
dc.identifier.citationTullio Gregori, Romeo Danielis (2016) Un’analisi delle ricadute su un sistema portuale della contrazione del commercio mondiale, Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 2, art. 5it_IT
dc.identifier.issn2282-6599-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/13477-
dc.description.abstractIl trasporto marittimo e , più specificatamente, i porti sono i luoghi in cui si riflettono gli andamenti dei trend economici mondiali. La crescita dei traffi ci internazionali degli ultimi decenni ha fortemente incrementato le movimentazioni nei porti , generando effetti economici e occupazionali positivi per gl i stessi sistemi portuali. Simmetricamente, le cadute dei traffici internazionali generano effetti loc ali negativi. La misurazione quantitativa della relazione tra trend economici internazionali e impatti sulla portualità rappresenta una grossa sfida per un ricercatore. In questo articolo, viene proposta una quantificazione che si avvale di alcuni elementi distintivi: 1) una analisi dettagliata del forte shock nel commercio mondiale intervenuto tra il 2008 ed il 2009, definito in letteratura come “ the great trade collapse ”; 2) la disponibilità del dataset WIOD, contenente tavole intersettoriali mondiali rel ative ad un arco temporale esteso; 3) la disponibilità della tavola Input - Output per il sistema portuale del F riuli V enezia G iulia ; 4) i dati relativi ai traffici nel porto di Trieste. Utilizzando questo insieme di informazioni, analizziamo come la caduta dei traffici internazionali abbia modificato gli scambi dell’Italia con il resto del mondo e, di conseguenza, qual è l’impatto sui flussi di trasporto a livello locale. Gli indicatori di traffico mostrano , nel 2009 , una caduta dei traffici dell’8% in termi ni di tonnellate, del 18% in termini di contenitori, del 13% in termini di navi ro - ro e del 20% in termini di navi general cargo. I modelli Input - Output stimano una riduzione media del valore aggiunto e della produzione totale del 13%. Il settore maggiorme nte colpito è quello dei terminalisti, seguito dagli spedizionieri e dagli enti della pubblica amministrazione. Tutti gli altri comparti accusano un calo in linea con la riduzione media totale, ad eccezione dei servizi d’interesse generale e dei servizi al le navi che mostrano una riduzione inferiore alla media. Lo shock complessivo è stato notevole se consideriamo che sono occorsi tre anni affinché molti settori raggiungessero, ma senza superarli, i livelli produttivi toccati nel 2008.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherEUT Edizioni Università di Triesteit_IT
dc.relation.ispartofseriesRivista di Economia e Politica dei Trasportiit_IT
dc.relation.ispartofseries2it_IT
dc.subjectGreat Trade Collapseit_IT
dc.subjectCommercio internazionaleit_IT
dc.subjectTrasporti marittimiit_IT
dc.subjectSistema portuale regionaleit_IT
dc.titleUn’analisi delle ricadute su un sistema portuale della contrazione del commercio mondialeit_IT
dc.typeArticle-
item.openairetypearticle-
item.languageiso639-1it-
item.grantfulltextopen-
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_6501-
item.fulltextWith Fulltext-
item.cerifentitytypePublications-
Appears in Collections:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2016) 2
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