Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/15740
Title: Il lascito delle utopie
Authors: Cattarinussi, Bernardo
Keywords: Utopiautopistivariabili delle utopiecomparazioneantiutopiautopiansvariables of the utopiascomparisonanti-utopia
Issue Date: 2017
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Bernardo Cattarinussi, “Il lascito delle utopie”, in: “Futuribili.Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale”, Vol. XXII, n. 1, 2017, pp. 265-273
Series/Report no.: Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale
Vol. XXII, n. 1
Abstract: A century after the creation of the last utopias, it is possible to analyse the overall changes social structures and institutions conceived by utopians have undergone in the modern era. The starting point for written utopias was the indentification of an evil, a single or multiple “social sin”, which was identified as the cause of the pernicious social order against which alternative structures founded on new principles and able to bring happiness to the inhabitants of the future community were suggested. The main function of modern utopias is thus identified in an initial social criticism – latent or manifest – of the socioeconomic conditions of the standing social order. Their analysis of social institutions, such as family, government and social stratification, allows us to distinguish different categories of utopians, based on their desire to eliminate such structures entirely or simply modify their respective weights. The proposals advanced by some authors to exclude certain categories of individuals from the future social order may lead to some considerations on the difficult path of social inclusion.
A distanza di un secolo dalla creazione delle ultime utopie, si potrebbe tracciare il percorso che hanno fatto le varie immagini di riassetto totale delle singole strutture e delle varie istituzioni sociali preconizzate dagli utopisti lungo tutta l’età moderna. Il punto di partenza delle utopie scritte era, infatti, l’individuazione di un “male”, di un singolo o plurimo “peccato sociale”, causa di un assetto sociale negativo contro cui si proponeva una struttura alternativa, fondata su principi nuovi e in grado di rendere felici gli abitanti della futura comunità. La funzione principale delle utopie moderne viene così individuata in una iniziale, latente o manifesta, critica sociale delle condizioni socioeconomiche del corrente assetto sociale. Il trattamento delle singole istituzioni sociali, come la famiglia, il governo o la stratificazione sociale, consente di distinguere gli utopisti in base al loro desiderio di eliminare totalmente o semplicemente correggere il peso di queste singole strutture. Infine, anche la proposta dei singoli autori di escludere dal futuro consorzio sociale alcune categorie di individui può indurre a qualche considerazione sul difficile percorso dell’inclusione sociale.
URI: http://hdl.handle.net/10077/15740
ISSN: 1971-0720
DOI: 10.13137/1971-0720/15740
Appears in Collections:Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. Vol. XXII, n. 1, 2017

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