AFAT 35

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CONTENTS / SOMMARIO


Contributi


Trevisan Davide

Appunti da un viaggio a Urbino: la pala di Montefiorentino

Rössler Jan-Christoph

Jacopo Sansovino al Collegio Ravenna di Padova

Finocchi Ghersi Lorenzo

Sisto V e il palazzo Colonna ai Santi Apostoli

Bergamini Giuseppe

La pala di Tricesimo di Palma il Giovane e la sua datazione

De Gasperi Rodolfo

Busti dei Rettori veneti nella patria del Friuli: la ‘Prima maniera’ (1578-1620)

Goi Paolo

Villa Pedrina (Della Torre) a Tiezzo di Azzano Decimo

Pastres Paolo

La celebrazione del monumento al doge Pesaro ai Frari in un elogio della scultura di Antonio Lupis (1682)

Crosilla Gabriele

Carlo Innocenzo Carloni: asterisco lombardo. La pala di Padernello

Bigazzi Giulia

Giambattista Tiepolo, i disegni con alberi della collezione Sartorio: datazioni, fonti visive e confronti

Rago Marco

Alcune considerazioni sull’opera internazionale di Pietro Antonio Rotari

Pavanello Giuseppe

Affreschi del Settecento in palazzi veneziani: Costantino Cedini e Giovanni Scajario (con una nota su Giambattista Tiepolo)

Pancheri Roberto

Pompeo Marchesi e Giuseppe Molteni: alcuni ritrovamenti in Austria e in Boemia

Gardonio Matteo

“Nato ad essere grandissimo e dalla maledetta fortuna assassinato”: un’opera ritrovata di Cherubino Cornienti, La figlia di Giairo resuscitata dal Salvatore


Indagini sul collezionismo triestino


Resciniti Lorenza

Ritratto di fanciulla con cane: un dipinto rivelato di Natale Schiavoni

Quinzi Alessandro

«Un bel dipinto del celebre Waldmüller» da Vienna, a Trieste, a Gorizia


Studi e ricerche d'arte veneta in Istria e Dalmazia


Cozzi Enrica

Paolo Veneziano e bottega: il polittico di Santa Lucia e gli antependia per l’isola di Veglia

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Recent Submissions

Now showing 1 - 5 of 17
  • Publication
    AFAT 35. Rivista di Storia dell’arte fondata nel 1975
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    AFAT (Arte in Friuli Arte a Trieste) è una rivista scientifica annuale fondata nel 1975 presso l'Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Trieste, ora Dipartimento di Studi Umanistici. Nel corso degli anni, la rivista ha prestato, e presta, grande attenzione ai temi emergenti del dibattito storico artistico medievale, moderno e contemporaneo, pubblicando saggi che esplorano numerosi territori tematici. AFAT si propone di rendere disponibili alla comunità degli studiosi e a un più vasto pubblico interventi inediti (la cui redazione scritta è sottoposta a peer review) su temi inerenti l’arte veneziana e non solo, riuniti sia in volume a stampa (EUT Edizioni Università di Trieste), sia in formato elettronico e liberamente accessibili online.
      575  2121
  • Publication
    «Un bel dipinto del celebre Waldmüller» da Vienna, a Trieste, a Gorizia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Quinzi, Alessandro
    The essay presents a not-well-known painting by Ferdinand Georg Waldmüller (1793-1865) already owned by Giovanni Guglielmo Sartorio (1789-1871) and then confluenced in the collections of the Fondazione Palazzo Coronini Cronberg in Gorizia. Waldmüller’s participation in exhibitions organized in Trieste in the 1840s is also explored.
      364  844
  • Publication
    “Nato ad essere grandissimo e dalla maledetta fortuna assassinato”: un’opera ritrovata di Cherubino Cornienti, La figlia di Giairo resuscitata dal Salvatore
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Gardonio, Matteo
    Cherubino Cornienti is undoubtedly one of the few great painters in the italian romantism (like Piccio, Mauro Conconi, Filippo Giuseppini). His international ‘milieu’ beetween Milan and Rome is testify by his friendship with russian master Karl Brjullov. The author rediscover a masterpiece by Cornienti realized in Rome after his apprentice in Milan, The Raising of Jairus Daughter.
      403  670
  • Publication
    'Ritratto di fanciulla con cane': un dipinto rivelato di Natale Schiavoni
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Resciniti, Lorenza
    Il dipinto 'Ritratto' di giovane signora con cane, firmato in basso a sinistra N. Schiavoni dip. di proprietà dei Civici Musei di Storia ed Arte, si mostra oggi nel suo aspetto originario, ma non fu sempre così e la sua storia appare lunga e travagliata. Difatti, il recente restauro ha messo in evidenza un'opera assai diversa. Le differenze più significative sono quelle che stravolgono l'aspetto dell'effigiata: l'incarnato di una tinta più chiara al punto da farla apparire pallida, i capelli meno folti e vaporosi che ne modificano il profilo, gli occhi decisamente più allungati e sottolineati da evidenti occhiaie sono tutti elementi che concorrono a convertire il 'Ritratto di giovane signora con cane', pacata e casta, in quello di una fanciulla ammiccante e maliziosa, che, forse proprio per l'audacia del suo contegno, fu tramutata per volere di un suo antico e castigato possessore.
      423  654
  • Publication
    Paolo Veneziano e bottega: il polittico di Santa Lucia e gli antependia per l’isola di Veglia
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2017)
    Cozzi, Enrica
    Paolo Veneziano and his workshop created three masterpieces for the island of Veglia: a) The Polyptych of Saint Lucy, today in Krk Bishop’s palace; b) Two Antependia. One of them is still preserved in its original site (Dobrinj). The other one travelled abroad long time ago, and today is displayed at the Victoria and Albert Museum, in London. There is no doubt that Paolo Veneziano’s workshop was commissioned to produce these three paintings, presumably during the fourth decade of XIV century, as proved by its iconographic and stylistic features. The Polyptych of Saint Lucy was made for the Benedictine Abbey of Iurandvor, near Baška. Its central panel shows Saint Lucy herself. Its side panels show eight episodes of her life. Top panels display the Crucifixion, the Annunciation and four Saints, including St Kvirin and St Gaudientius, of particular local significance. The Polyptych inspired a rich bibliography focused on its iconographic choices, stylistic patterns, technique of execution (in particular its stampings) and chronology. Both Antependia are made by red silk superbly intertwined with gold and argent. Typologically these two works are connected to the tradition of the Venetian polyptychs of the Trecento. They are made by venetian embroiderers, perhaps following preparatory drawnings by Marco Veneziano, Paolo’s brother. Our study focuses, therefore, on Paolo’s bottega, and its ‘familiar’ structure, based on Paolo’s father (Martino), his brother (Marco), and three sons (Luca, Giovanni, and Marco). Veneziano’s workshop monopolizes venetian painting during the whole first half of the Trecento. Its master oversees the ideation, design and execution of all works produced in his bottega. Finally, thanks to the documents still preserved at “Archivio Storico” of the “Soprintendenza di Trieste”, we trace the movements of the Polyptych during the first half of last century. It was in Wien (for restoration purposes) in 1913, in Venice (exhibition) in 1919, then at the “Museo Civico” of Trieste up to 1936, when it entered into the collections of Capodistria Museum. Then it was moved to Friuli (1940-1944) during the world war II as a precautionary measure, and it was finally returned to the Bishop of Krk by the High Command of German Occupation Army at the end of the war.
      570  2823