Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10077/17426
Titolo: Pragmatica e genere: la ustopia ecocritica di Margaret Atwood
Autore/i: Del Villano, Bianca
Parole chiave: Maddaddam TrilogyMargaret AtwoodUrsula Le Guin
Data: 2017
Editore: EUT Edizioni Università di Trieste
Citazione: Bianca Del Villano, "Pragmatica e genere: la ustopia ecocritica di Margaret Atwood", in "Prospero. Rivista di letterature e culture straniere 22 (2017)", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2017, pp. 185-210
Abstract: Che rilevanza può avere la categorizzazione del genere rispetto alla funzione sociale dei romanzi e come può riscrivere la relazione tra estetica e socialità? In una linea di analisi che legge la comunicazione estetica in chiave pragmatica, il presente saggio si interrogherà su tale questione a partire dalla querelle che la pubblicazione della Maddaddam Trilogy di Margaret Atwood ha innescato. "Oryx and Crake" (2003), "The Year of the Flood" (2009) e "MaddAddam" (2013) definiscono una critica alla realtà contemporanea, concentrandosi sugli azzardi dell’ingegneria genetica e sul problema dell’inquinamento, ed esprimendo istanze che nel dibattito attuale sull’ecologia possono senza dubbio essere definite ecocritiche. Tuttavia, a una inequivocabile decodificazione tematica non ha fatto riscontro una altrettanto chiara decodificazione del genere cui la trilogia vada ricondotta. Le rivendicazioni della scrittrice sull’appartenenza dei tre romanzi alla speculative fiction – interessata alle possibili e plausibili degenerazioni della realtà condivisa da autrice e lettore – piuttosto che alla fantascienza – incentrata sul racconto di mondi lontani e impossibili – hanno provocato una polemica con Ursula Le Guin, che a una prima lettura sembra ripresentare antichi ma non superati pregiudizi sulla letterarietà di generi ipercodificati come la fantascienza. Eppure, inquadrando la questione in una griglia metodologica ispirata alla Pragmatica, sia il problema della ipercodificazione, sia l’operazione di riformulazione e aggiornamento dei codici di genere operata da Atwood, possono assumere una diversa rilevanza. Dopo aver ripercorso le tappe della querelle e aver illustrato le principali linee pragmatiche sul genere, il presente studio discuterà anche il modo in cui le specificità tematiche e formali della trilogia la rendano una delle più recenti tappe evolutive del filone distopico occidentale. L’ultima sezione sarà dedicata all’analisi di "The Year of the Flood", in relazione al particolare uso del/i genere/i.
Which kind of relevance can the categorisation of genre have with respect to the social function of novels? How can this categorisation rewrite the relationship between aesthetics and sociality? Following an approach that looks at aesthetic communication in pragmatic terms, the current essay focuses on this topic by looking at the querelle triggered by the publication of Margaret Atwood’s MaddAddam Trilogy. "Oryx and Crake" (2003), "The Year of the Flood" (2009) and "MaddAddam" (2013) provide a critique of the contemporary age by concentrating on the hazards of genetic engineering and the problem of pollution, and by developing issues that in the current debate on ecology can certainly be defined ‘ecocritical’. However, to an unequivocal thematic decoding did not correspond an equally clear decoding of the genre to which the Trilogy may be attributed. The author’s claims that the three novels belong to speculative fiction – interested in the possible and plausible degenerations of the reality shared by author and reader – rather than to science fiction – which revolves around stories about far away and impossible worlds –, have caused a dispute with Ursula Le Guin, that, at a first reading, seems to present again old but not overcome prejudices on the literariness of hyper-coded genres such as science fiction. Nonetheless, by looking at the question through a methodological approach inspired by pragmatics, both the problem of hyper-coding and the operation of reformulation and update of the genre codes elaborated by Atwood acquire a different relevance. After having followed the steps of the querelle and after having illustrated the main pragmatic lines on genre, the essay discusses the way in which the thematic and formal details of the trilogy render it one of the most recent evolutionary stages of the Western dystopian literature. The last section is dedicated to the analysis of "The Year of the Flood", with particular attention drawn to the peculiar use of the genre/s.
URI: http://hdl.handle.net/10077/17426
ISSN: 1123-2684
eISSN: 2283-6438
DOI: 10.13137/2283-6438/17426
È visualizzato nelle collezioni:2017 / 22 Prospero. Rivista di letterature e culture straniere

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