Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/19580
Title: Dall''Hortus Pictus' al 'locus amoenus' cristiano. Sopravvivenza e risemantizzazione di un tema iconografico negli affreschi dell'aula sud della Basilica di Aquileia
Authors: Salvadori, Monica
Pavan, Giulia M. B.
Keywords: AquileiaPitturaAffrescoIconografiaGiardinoPaintingFrescoIconographyGarden
Issue Date: 2012
Publisher: Associazione Nazionale per Aquileia
Source: Monica Salvadori, Giulia M. B. Pavan, ''Dall'Hortus Pictus al locus amoenus cristiano. Sopravvivenza e risemantizzazione di un tema iconografico negli affreschi dell'aula sud della Basilica di Aquileia'', in: ''Aquileia Nostra'', 83/84 (2012/13), pp. 345-
Pages: 345-357
Abstract: This paper proposes some reflections on the continuity and the transformation of the genre of "garden painting", recognized, in a late declination, in the fragments of the southern church of Aquileia's Basilica. From the famous example of Villa di Livia, in Prima Porta, realized in the Augustan age, garden paintings direct to a fortune always more documented, in the course of the I Century A.D., by a considerable number of Vesuvian testimonials, while horti picti's persistence in middle and the late imperial period evolves in more abstract forms bound in ornamental intents, like demonstrate the few pieces surviving discovered in the Empire's provinces. Aquileia's Basilica fragments adjust to the dissipated texture of figurative inheritances dissolved in late antique "synthetism", that proposes, at the beginning of the IV century A.D., an iconographic scheme still aligned with canon topoi of the genre.
Il contributo propone alcune riflessioni sulla continuità e la trasformazione del genere delle "pitture di giardino", riconosciuto, in una delle sue declinazioni più tarde, nei lacerti dell'aula sud della Basilica di Aquileia. A partire dal noto esempio di età augustea della Villa di Livia a Prima Porta, i giardini dipinti convogliano verso una fortuna sempre più documentata, nel corso del I secolo d.C., dal considerevole numero di testi di area vesuviana, mentre la persistenza di horti picti nella media e tarda età imperiale pare orientarsi verso forme più astratte e vincolate ad intenti ornamentali, come provano i pochi brani superstiti rinvenuti nelle province dell'impero. Entro le trame diradate dei retaggi figurativi dissolti nel "sintetismo" tardo antico si inseriscono i frammenti del complesso basilicale di Aquileia, che propongono, agli inizi del IV secolo d.C., uno schema iconografico ancora allineato ai topoi canonici del genere.
URI: http://hdl.handle.net/10077/19580
Appears in Collections:Aquileia Nostra 83/84 (2012/2013)

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