Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/19855
Title: Antonio Bonvicino e il crocifisso ligneo del Duomo di Muggia
Authors: Castri, Serenella
Keywords: BonvicinoGalleria CesatiMuggiaCesati Gallery
Issue Date: 2014
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Serenella Castri, “Antonio Bonvicino e il crocifisso ligneo del Duomo di Muggia” in: “Antichità Altoadriatiche LXXX (2014). Muggia e il suo Duomo a 750 anni dalla fondazione”, EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2014, pp. 183-197
Journal: Antichità Altoadriatiche 
Abstract: 
The discovery of the ever-stimulating antiques market of a small-format Crucifix, with unquestionable stylistic features of Antonio Bonvicino, along with its restoration, are food for thought in reconsidering both the catalogue and the documents on this Venetian sculptor (late 1300s - early 1400s), specialized in Crucifixes of all dimensions. His output unfolded in small, though significant, stages beginning with the only fixed point in his career, the Crucifix executed for the parish church of Casteldimezzo (Pesaro) and painted by his "fellow" Venetian artist Jacobello del Fiore. The work is dated to around 1406 or 1409. Loyal to the formal tradition of Venetian 14th century art, Bonvicino demonstrates nonetheless he is able to enliven it with naturalism and elegance in view of Venice's intemational gothic style. From the will of the sister of «Bonvixin» (April 1388), we could assume that in his workshop were also present his brother Victor and paternal aunt Colota, who seems to be a «paintress» and perhaps the artist of the polychrome colouring of (at least some) Crucifixes by Bonvicino. A new and important monumental Crucifix by the great sculptor is also rediscovered and presented: it necessitates restoration and enhancement, and is today (though not originally) found at the centre of the apse in the duomo of Muggia.

La scoperta sul sempre stimolante mercato antiquariale di un Torso di Crocifisso di piccole dimensioni, dagli inequivocabili tratti stilistici collegati all'autografia di Antonio Bonvicino, e il suo restauro, danno lo spunto a una riconsiderazione del catalogo e dei documenti correlati a questo scultore in legno a cavallo tra fine Tre e primo Quattrocento veneziano, specializzato nella realizzazione cli Crocifissi non solo monumentali. La sua produzione si snoda con lievi, ma significative tappe evolutive, a partire dall'unico punto fisso della sua cronologia, il Crac/fisso, firmato, per la parrocchiale di Casteldimezzo (Pesaro), dipinto dal conterraneo Jacobello ciel Fiore, e databile o intorno al 1406 o 1409. Fedele alla tradizione formale ciel Trecento veneziano, Bonvicino si dimostra tuttavia capace cli vivificarla con un naturalismo e un'eleganza aggiornati sugli esiti ciel Gotico Internazionale lagunare. Dal testamento della sorella del «Bonvixin», aprile 1388, si potrebbe evincere una partecipazione alla vita della sua bottega del fratello Victor e della zia paterna, Colota, che risulta essere una «pictoressa» forse, dunque, responsabile della veste policroma di (almeno alcuni tra i) Crocifissi bonviciniani. Si segnala poi un nuovo importante e monumentale Crocifisso di mano del grande intagliatore, bisognoso di restauro e valorizzazione, oggi (ma non ab origine) issato al centro dell'abside del duomo di Muggia.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/19855
Appears in Collections:80 - Antichità Altoadriatiche LXXX (2014)

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