Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/19882
Title: La memoria inquietante del tiranno: la mancanza di castità/sophrosyne di Ottaviano Augusto nel dibattito politico tardoantico
Authors: Roberto, Umberto
Keywords: AugustoOttavianotiranniasophrosyne/castitàstoriografia tardoanticaAugustusOctavianustyrannysophrosyne/chastitylate antique historiography
Issue Date: 2015
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Umberto Roberto, “La memoria inquietante del tiranno: la mancanza di castità/sophrosyne di Ottaviano Augusto nel dibattito politico tardoantico” in: “Antichità Altoadriatiche LXXXI (2015). Il Bimillenario Augusteo”, EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2015, pp. 123-140
Journal: Antichità Altoadriatiche 
Part of: Antichità Altoadriatiche LXXXI (2015). Il Bimillenario Augusteo.
Abstract: 
La memoria di Ottaviano Augusto nella storiografia tardoantica dell'Oriente romano non appare condivisa. In particolare, una visione che parte dalle origini del pensiero storico cristiano e si sviluppa fino alla Chronographia di Malala rappresenta Augusto come strumento della divina provvidenza per consentire la diffusione del cristianesimo (Augustustheologie). La celebrazione della virtù della sophrosyne/castità è il segno più evidente del ruolo provvidenziale di Augusto. Proprio in riferimento all'inclinazione ai piaceri di Augusto, un altro gruppo di storici sviluppa un giudizio completamente opposto. Ottaviano Augusto è uomo senza freni, incline ai piaceri sessuali e all'ira. Per Zosimo e Giovanni di Antiochia (che sviluppano temi già presenti in Cassio Diane e in Tacito) la mancanza di sophrosyne/castità è il segno più evidente della malvagia natura di Augusto. Il primo basileus era in realtà un tiranno che tolse la libertà ai Romani.

Late greek historians present contrasting opinions on Octavianus Augustus as a political model. On the one hand, John Malalas's Chronographia develops the christian theory of Augustus as an instrument of divine providence. His mission was to pacify the world and prepare it to the epiphany of Christ (Augustustheologie). He could accomplish this task through his sophrosyne/chastity, which is considered his supreme political virtue. On the other hand, some historians - in particular, Zosimus and John of Antioch, who derives from Cassius Dio - describe Augustus as a lustful and depraved man. His anger and lust show his true character: Octavianus Augustus was an evil man. He ruled as a tyrant and deprived the Romans of their freedorn.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/19882
Appears in Collections:81 - Antichità Altoadriatiche LXXXI (2015)

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