Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/22282
Title: Self-determination. Right or demon?
Authors: Stavenhagen, Rodolfo
Keywords: Self-determinationseparatismsecessionpolitical independencepeoplesregionminorityconflictAuto-determinazioneseparatismsecessionindipendenza politicapopoliregioneminoranzaconflitto
Issue Date: 2018
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Rodolfo Stavenhagen, “Self-determination. Right or demon? ”, in: “Futuribili.Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale”, Vol. XXII, n. 2, 2017, pp. 17-27
Series/Report no.: Futuribili.Rivista di studi sul futuro e di previsione socialeFuturibili.Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale
Vol. XXII, n. 2
Abstract: Four subjects are dealt with: the confusion between self-determination and sep­aratisms; self-determination as a point or as a process; the mystery regarding who the “self ” in self-determination refers to; and the link between self-determination and democracy. As for the first topic, the author maintains that self-determination cannot be identified with political separatisms, since it is a form of “social being”, of “collective existence”. Its great political power lies to the fact that it is perceived as essential for reaching objectives that are valued morally and shared socially, such as control over one’s own life and destiny. As such, it cannot be a point, a single political event. The author holds that it is indispensable to make a col­lective effort to find a rigorous criterion - revising the approaches so far used in international law and adopted by governments - by means of which to define those who claim the right to self-determination. It is also necessary to strengthen the tie between self-determination and democracy. He states, in fact, that the violence that often accompanies such phenomena is due not to self-determination but to its negation, and this is incompatible with democracy, which can prosper only by respecting the right of peoples to self-determination. The challenge is to transform these basic principles into effective political and legal institutions.
Vengono trattati quattro temi: la confusione tra auto-determinazione e separatismo; l’auto-determinazione come punto o come processo; l’enigma riguardo a chi si riferisca l’“auto” in auto-determinazione; il legame tra auto-determinazione e democrazia. Riguardo al primo tema l’autore sostiene che l’auto-determinazione non può essere identificata con il separatismo politico, in quanto è una forma di “essere sociale”, di “esistenza collettiva”. Il suo grande potere politico sta nel fatto che viene percepita come essenziale al raggiungimento di obiettivi che vengono valutati moralmente e condivisi socialmente, come il controllo della propria vita e del proprio destino. In quanto tale, non può essere un punto, un evento politico unico. L’autore ritiene indispensabile uno sforzo collettivo per trovare un criterio rigoroso - rivedendo gli approcci fino ad ora usati nel diritto internazionale e dai governi - mediante il quale definire quanti rivendicano il diritto all’auto-determinazione. È poi necessario rafforzare la connessione tra auto-determinazione e democrazia. Egli afferma infatti che la violenza che spesso accompagna tale fenomeno è dovuta non all’auto-determinazione ma alla sua negazione, e ciò è incompatibile con la democrazia, che può prosperare solo rispettando il diritto dei popoli all’auto-determinazione. La sfida è quella di trasformare questi principi base di istituzioni politiche e legali efficaci.
URI: http://hdl.handle.net/10077/22282
ISSN: 1971-0720
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
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