Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/22510
Title: Il "corpo ebreo" nel post Shoah. Memoria, estetiche, sguardo (e nuove stereotipie dell’immagine)
Authors: Spanu, Massimiliano
Keywords: narrazioni sulla Shoahstereotipizzazioni razzistejew’s bodycorpo ebreo
Issue Date: 2018
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Massimiliano Spanu, "Il 'corpo ebreo' nel post Shoah. Memoria, estetiche, sguardo (e nuove stereotipie dell’immagine)", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2018, pp. 141
Pages: 141
Abstract: Il jew’s body è un luogo d’immaginari riproposti e intrecciati in diverse produzioni testuali, scritte e orali: quelle audiovisive e cinematografiche, fotografiche, videoartistiche e digitali inerenti a testimonianze e narrazioni sulla Shoah, il suo popolo, la storia, la cultura e la nazione ebraica. Jew’s body è oggetto dello sguardo orientato alle più infami stereotipizzazioni razziste e alle propagande falsificanti più feroci, al fine ultimo della distruzione d’un popolo intero. Attraverso e con il “corpo ebreo” al cinema si dipanano vicende d’odio, di scontro sociale e culturale, risultato di segregazioni, scomparse e talvolta riaffioramenti, magari nelle emancipazioni in atto: ad esempio, quelle “scandalose” del mondo LGBT, ma più in genere femminili rispetto al mondo maschile tradizionale. Il “corpo ebreo” al cinema è dunque carne, narrazione, simbolo, voce della storia e del popolo; esso è, simmetricamente, significante e/o metafora dei paesi e delle popolazioni “altre”, spesso avverse, ma necessarie a una definizione identitaria altrimenti fragile o assente in un periodo nel quale l’iconosfera e i suoi immaginari vanno sostituendo le figure del Sacro. Il jew’s body, dunque, è anche il rimosso nella costruzione dei muri, a delimitare reclusioni vergognose e perimetri propri, ma asfittici. Per jew’s body, soprattutto in audiovisivo, s’intende l’archivio, la textura e la vulgata, il dato storico squassante, il ricordo impossibile e in absentia: è ebrea la vittima di uno sguardo che ne ha cercato la rimozione bio-politica. Ma il jew’s body è anche il vettore essenziale dell’affermazione di un sentimento di rinascita nazionale e transnazionale, che lo accomuna (o così dovrebbe fare) a quello delle minoranze avversate in ogni tempo e luogo in Terra. Il corpo ebreo di volta in volta incarna la Parola o il Verbo tradito; lo stato militare nell’assedio subìto, la disseminazione, la gettatezza e il genio apolide; la tradizione religiosa millenaria e le mitologie del racconto yiddish. Il corpo ebreo è la questione vivissima dell’inaggirabile, inconcepibile vicenda della Shoah, dopo la quale è doveroso, se non necessario, soprattutto al cinema, misurarsi nel cimento della veridizione, della ricerca inestinguibile della Verità.
URI: http://hdl.handle.net/10077/22510
ISBN: 978-88-8303-994-2
eISBN: 978-88-8303-995-9
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:Il “corpo ebreo” nel post Shoah. Memoria, estetiche, sguardo (e nuove stereotipie dell’immagine)

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