Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10077/22514
Titolo: Il trasporto pubblico locale: confronto tra Roma, Milano, Napoli e Torino
Autore/i: Tomassi, Federico
Parole chiave: cittàItaliamobilitàtrasporto pubblico localeurbanistica
Data: 2018
Editore: EUT Edizioni Università di Trieste
Citazione: Federico Tomassi (2017) Il trasporto pubblico locale: confronto tra Roma, Milano, Napoli e Torino, Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 1, art. 4
Abstract: Nel sistema della mobilità urbana sono in corso da alcuni anni cambiamenti profondi nella domanda e nell’offerta che non possono essere lasciati alle dinamiche spontanee del mercato, ma anzi richiedono una grande capacità di pianificazione, regolazione e integrazione delle politiche, in un’ottica di lungo periodo rispetto al ciclo elettorale. Negli anni della crisi economica, il TPL non ha aumentato la propria quota modale, a dimostrazione da un lato di una perdurante centralità dei mezzi privati nelle principali aree metropolitane del paese, e dall’altro lato di scarsi investimenti pubblici. Per analizzare la mobilità nelle grandi città italiane, viene utilizzato il dataset dell’Istat sui trasporti urbani, annualmente aggiornato, con le serie storiche dal 2000 al 2016 di numerosi indicatori di TPL, veicoli privati e mobilità sostenibile in tutti i capoluoghi di provincia. Dal confronto dello stato attuale e delle dinamiche di medio periodo del TPL nelle quattro principali città italiane – Roma, Milano, Napoli e Torino – emergono alcuni elementi di similarità e altri di differenziazione, sulla cui base vengono proposte alcune indicazioni di policy specifiche. Le quote modali delle singole città possono differire riguardo sia alla storia e alla geografia dell’area urbana, sia alle azioni concrete dei loro amministratori per cambiare lo stato di cose preesistente e modificare i comportamenti dei cittadini. Su alcuni dei fattori della domanda e dell’offerta di mobilità urbana è possibile incidere solo nel medio-lungo periodo e avendo a disposizione finanziamenti adeguati (tipicamente le infrastrutture su ferro), oppure tramite scelte urbanistiche e dinamiche economiche che trascendono le sole politiche della mobilità. Su altri fattori, al contrario, si può intervenire più rapidamente grazie ad azioni amministrative decise e consapevoli, persino senza necessità di risorse aggiuntive (in particolare il disegno della rete di superficie, l’intensità di utilizzo della rete sia di bus e tram sia di metropolitana o l’integrazione tra mezzi diversi a livello sovracomunale).
URI: http://hdl.handle.net/10077/22514
ISSN: 2282-6599
DOI: 10.13137/2282-6599/22514
È visualizzato nelle collezioni:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2018) 1

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