Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/22832
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dc.contributor.authorOndelli, Stefano-
dc.date.accessioned2019-02-25T12:41:09Z-
dc.date.available2019-02-25T12:41:09Z-
dc.date.issued2018-12-20-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/22832-
dc.description.abstractLa traduzione di Adriana Motti di The Catcher in the Rye ha rappresentato un modello di ribellione linguistica per tre generazioni di giovani lettori italiani, ma nel 2012 Matteo Colombo ha presentato una nuova versione del capolavoro di Salinger. Perché? Il giovane Holden di Motti era veramente invecchiato? Non si corre il rischio di trasformarlo in un millenial?it
dc.description.abstractStefano Ondelli è professore associato di linguistica italiana presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione dell’Università di Trieste.it
dc.language.isoitit
dc.titleIl giovane Holden è invecchiato! Traduzione e italiano giovanile 1952-2014it
dc.typeOther-
item.openairetypeother-
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_1843-
item.grantfulltextnone-
item.fulltextNo Fulltext-
item.cerifentitytypeProducts-
item.languageiso639-1it-
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