Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/22855
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dc.contributor.authorGiacomello, Emiliana-
dc.date.accessioned2019-02-26T11:28:26Z-
dc.date.available2019-02-26T11:28:26Z-
dc.date.issued2018-12-13-
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/22855-
dc.description.abstractLa ricerca di base e la ricerca biomedica utilizzano modelli sperimentali di vario tipo che si possono principalmente dividere in modelli in vitro ed in vivo. I modelli sperimentali sono di essenziale supporto e possono fornire informazioni differenti tra loro. Se da una parte il modello in vitro permette di individuare meccanismi fini a livello cellulare, dall’altra il modello in vivo permette di studiare il comportamento di un organismo nel suo complesso. Questi tipi di studio si rendono necessari sia nella ricerca di base, ma soprattutto nella ricerca traslazionale che è resa possibile grazie al trasferimento dei risultati delle ricerche sperimentali alle applicazioni in campo medico. La scelta del modello sperimentale e la sua applicazione avviene in base ai quesiti scientifici e seguendo le necessità sperimentali, al fine di ottenere risposte precise e quanto più rapide possibile. Negli ultimi anni il personale della ricerca ha orientato notevoli sforzi per ridurre, senza interferire con la capacità di rispondere ai numerosi quesiti scientifici, l’utilizzo della sperimentazione in vivo, introducendo numerose regole e nuovi modelli sperimentali avanzati.it
dc.language.isoitit
dc.titleIn vivo veritas: modelli animali nella ricercait
dc.typeOther-
item.grantfulltextnone-
item.languageiso639-1it-
item.fulltextNo Fulltext-
item.openairetypeother-
Appears in Collections:Caffè delle Scienze e delle Lettere 2018
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