Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/28228
Title: Appunti sul nuovo linguaggio monumentale all'indomani della Grande Guerra
Authors: De Grassi, Massimo
Issue Date: 2019
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Massimo De Grassi, "Appunti sul nuovo linguaggio monumentale all'indomani della Grande Guerra" in: "'I disastri della guerra': i danni al patrimonio artistico e culturale: le problematiche della ricostruzione, la rielaborazione nella memorialistica e nella letteratura", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2019
Abstract: 
Nel quadro della definizione delle modalità di racconto dell'esperienza bellica, com'è noto estremamente sfaccettata, si inserisce l'esperienza di un architetto le cui vicende professionali ed esistenziali si pongono come paradigmatiche in un territorio di confine come il goriziano durante la Grande Guerra.
Silvano Barich, italianizzato in Baresi durante il periodo fascista, nasce a Castelnuovo d'Istria nel 1884 ma è prima goriziano e poi viennese di formazione: nel 1909 si sposa e si trsferisce a Grado, dove ha modo di frequentare Friedrich Ohmann e consolidare le sue conoscenze nell'ambiente della Secessione viennese. Allo scoppio della prima guerra mondiale, e ben prima dell'intervento italiano, il professionista dà sostanza alle sue idee irredentiste, rruolandosi nell’esercito italiano, mentre la sua famiglia lasciava Grado riparando prima a Feletto Umberto e poi a Milano.
Dopo il conflitto Baresi sublimerà il suo patriottismo e la sua partecipazione agli eventi bellici attraverso una fitta serie di disegni, atutt'oggi inediti, in cui immaginava ricordi monumentali, di carattere quasi esclusivamente architettonico e apparentemente estranei a procedure concorsuali. Il tutto eseguito parallelemente a un'attività professionale che lo vedeva impegnato in molti importanti lavori legati alla ricostruzione postbellica, soprattutto in campo ecclesiastico.

Notes on historical language in the aftermath of the Great War
In defining the methods of sharing war experiences, extremely multi-faced as they are
known to be, there comes the experience of an architect whose professional and existential
experiences serve as examples in a border land such as the province of Gorizia during the
Great War.
Silvano Barich, Italianised to Baresi during the Fascist period, was born in Castelnuovo
d'Istria in 1884 but was educated first in Gorizia and then in Vienna: in 1909 he married and
moved to Grado, where he met with Friedrich Ohmann and consolidated his knowledge
against the backdrop of the Vienna Secession. When the First World War broke out, and
well before Italy joined, the expert reinforced his irredentist ideas and joined the Italian
army, while his family left Grado first for Feletto Umberto and then to Milan.
After the conflict, Baresi strengthened his patriotism and his involvement in the war through
a dense series of drawings, until now unpublished, in which he envisaged historical
memories almost exclusively architectural in character, which were apparently unrelated to
collective proceedings. He did all this while working in a professional capacity that saw him
being involved in many significant pieces of work relating to post-war reconstruction,
especially in the ecclesiastical field.
Type: Book
URI: http://hdl.handle.net/10077/28228
ISBN: 978-88-5511-092-1
eISBN: 978-88-5511-093-8
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:“I disastri della guerra”: i danni al patrimonio artistico e culturale: le problematiche della ricostruzione, la rielaborazione nella memorialistica e nella letteratura

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