Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/29383
Title: I nuovi strumenti di governance dell’intermodalità da e per la portualità. Il caso dei porti del Sud Italia
Authors: Baccelli, Oliviero
Morino, Pietro
Keywords: Politica dei trasportiTEN-T, PortiProgramma Operativo Nazionale Infrastrutture & Reti 2014-2020
Issue Date: 2019
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Oliviero Baccelli, Pietro Morino (2019) I nuovi strumenti di governance dell’intermodalità da e per la portualità. Il caso dei porti del Sud Italia, Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 2, art. 1
Abstract: 
Il paper è volto ad offrire alcune considerazioni di contesto istituzionale e di governance a supporto della pianificazione dello sviluppo delle realtà portuali del Sud Italia inserite nel Programma Operativo Nazionale Infrastrutture e Reti 2014/2020, cioè il principale strumento di rafforzamento infrastrutturale finalizzato a garantire uno sviluppo competitivo dei territori delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno e a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale.
Le analisi e le valutazioni si sono basate su una serie di approfondimenti relativi sia agli andamenti dei traffici dei diversi contesti portuali sia agli strumenti di governance utilizzati dalle Autorità di Sistema Portuale (AdSP) al fine dell’estensione dei bacini di mercato di riferimento dei singoli porti, alla diversificazione dei mercati target e all’incremento dell’efficienza delle operazioni marittimo-portuali.
In particolare, il focus del paper tiene in considerazione il nuovo quadro normativo derivante dalla riforma portuale del 2016, ma soprattutto i due strumenti legislativi studiati appositamente per le regioni del Sud Italia e per le Isole: le Aree Logistiche Integrate (ALI) e le Zone Economiche Speciali (ZES).
Questi due strumenti di governance hanno l’obiettivo di valorizzare la filiera marittimo portuale per una maggior competitività del sistema economico del Sud Italia, all’interno di un progetto nazionale condiviso e di lungo periodo, e catalizzare gli investimenti privati nelle aree portuali attraverso incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e nuove modalità di coordinamento delle relazioni con la retroportualità.
L’analisi si chiude con alcune riflessioni di scenario di medio lungo periodo, in un contesto in cui sono previste importanti modifiche del quadro degli operatori nei principali mercati, tenendo conto del ruolo delle alleanze fra compagnie marittime, rapido sviluppo del gigantismo navale, partecipazione di fondi di investimento internazionali allo sviluppo dei terminal portuali e intensificazione della concorrenza portuale dovuta a iniziative di natura geopolitica (fra cui la Belt and Road Initiative), che potrebbero portare ad una ulteriore marginalizzazione della portualità del Sud Italia.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/29383
DOI: 2282-6599
Appears in Collections:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2019) 2

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