Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/30362
Title: Salvatore Maria Aglioti, Giovanni Berlucchi, Neurofobia: chi ha paura del cervello?
Authors: Viola, Marco
Keywords: NeuroscienceCognitive psychologyNeuroskepticismNeuroscienzePsicologia cognitivaNeuroscetticismo
Issue Date: 2015
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Marco Viola, "Salvatore Maria Aglioti, Giovanni Berlucchi, Neurofobia: chi ha paura del cervello?, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2013, pp. 206.", in "APhEx 11", 2015, pp. 24.
Journal: APhEx 
Abstract: 
The neuroscience progress in psychology’s territories has raisedmanyskeptical arguments. Among the most popular skeptical books there is Neuromania (by Legrenzi and Umiltà, 2009), which raises several questions on fertility and soundness of the cognitive neuroscience research programs. In their pamphlet,the authors complain about an excessive reliance on the capability of brain science to unfold the workings of mind, and define it a neuro-mania syndrome. To date, Neurofobia (by Aglioti and Berlucchi, 2013) is the most extensive and explicit reply to such allegations (at least in Italy). The authors aim to defend cognitive neuroscience by debunking the skeptics’ arguments, as well asreversing the charges accusing them tobe victim of a Luddite attitude toward neuroscience – an attitudethat would be symptomatic of an actual(neuro)phobia. Aftera brief discussion of both the content of Neurofobia and its context, in this review I will appraise its effectiveness as an answer to the skeptical charges.

L’avanzata delle neuroscienze nei territori della psicologia ha sollevato molte risposte scettiche. Tra i libri che hanno sollevato maggiori scetticismi c’è Neuromania (di Legrenzi e Umiltà, 2009), che chiama in dubbio sia la fertilità che la validità del programma di ricerca delle neuroscienze cognitive. Nel loro pamphlet, gli autori lamentano un’eccessiva fiducia nelle capacità delle scienze del cervello di rivelarci i meccanismi di funzionamento della mente, e la definiscono una sindrome di neuromania. Ad oggi, Neurofobia (di Aglioti e Berlucchi, 2013) è la più estesa ed esplicita risposta a questo genere di accuse (almeno in Italia). Gli autori mirano a difendere le neuroscienze cognitive decostruendo gli argomenti degli scettici, nonché ribaltare su di loro l’accusa di avere un’attitudine luddista nei confronti delle neuroscienze – un’attitudine che presenterebbe i sintomi di una vera e propria (neuro)fobia. Dopo una breve discussione dei contenuti di Neurofobia e del contesto in cui si inscrive, in questa recensione valuterò la sua efficacie nel rispondere alle accuse degli scettici.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/30362
ISSN: 2036-9972
Appears in Collections:11 APhEx num 11, anno 2015

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