Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/31153
Title: L’anarchismo post-classico, il Black Bloc e i nuovi movimenti
Authors: Adamo, Pietro
Keywords: Anarchismo post classicoAnarchismo post classicoPubblicistica libertariaParadigmaCrisi dell'anarchismoAntiglobalizzazioneBlack BlocProspettiva anarchicaPost classic anarchismLibertarian pressLibertarian advertisingParadigmCrisis of anarchismAnti-globalizationBlack BlockAnarchist perspective
Issue Date: 2020
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Pietro Adamo, "L’anarchismo post-classico, il Black Bloc e i nuovi movimenti", in: "Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica - A. XII (2020) n. 2", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2020, pp. 3-27
Journal: Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica 
Abstract: 
La locuzione «anarchismo post-classico» è entrata nell’uso storiografico negli ultimi due/tre decenni. Non sembra aver sinora acquisito un ruolo di primo piano nella discussione sulla natura e i percorsi del pensiero libertario, ma certamente non si tratta di una semplice etichetta cronoligica. A mio parere non si limita a indicare semplicemente l’epoca successiva al «classico», il quale andrebbe, grosso modo, dalla Prima Internazionale alla Guerra di Spagna; ma costituisce un segnale di discontinuità teorica, intellettuale e culturale di enorme rilevanza, che ci permette di cogliere e disegnare una serie di linee di sviluppo, di momenti di snodo e rottura, che spiegano e illustrano le differenze di fondo tra l’esperienza anarchica compresa nel periodo classico e quella che si dipana dagli anni Quaranta del secolo scorso giungendo, più o meno linearmente, sino all’oggi. Se si ritiene giustificato un approccio siffatto, le vicende degli ultimi lustri entro il movimento antiglobalizzazione a pertire dal fenomeno Black Block alla fine degli anni Novanta sino al più recente Occupy Wall Street – potrebbero essere interpretate non tanto come sorta di un ritorno al «classico», organizzato intorno al recupero di opzioni insurrezionaliste, rivoluzionarie, movimentiste e «politiche», quanto come espressione inedita dell'atteggiamento e dello stesso ethos del post-classico.

The phrase "post-classical anarchism" has entered historiographical use in the last two/three decades. It does not seem to have so far acquired a leading role in the discussion of the nature and paths of libertarian thought, but it is certainly not a simple chronological label. In my opinion, it does not simply indicate the period following the "classical" period, which goes, roughly speaking, from the First International to the Spanish War; but it is a sign of theoretical, intellectual and cultural discontinuity of enormous importance, which allows us to grasp and draw a series of lines of development, of moments of juncture and rupture, which explain and illustrate the basic differences between the anarchist experience included in the classical period and that which unravels from the 1940s to the present day, more or less linearly. If such an approach is considered justified, the events of the last decades within the anti-globalization movement to pertire from the Black Block phenomenon in the late nineties to the more recent Occupy Wall Street - could be interpreted not only as a kind of return to the "classic", organized around the recovery of insurrectionalist, revolutionary, movementist and "political" options, but also as a new expression of post-classical ethos and attitudes.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/31153
ISSN: 2035-584x
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:25 Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica. A. XII (2020), n. 2 (luglio-dicembre)

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