Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/31172
Title: Sedimentation of europes: from past to 2050
Authors: Gasparini, Alberto 
Keywords: United Europesscenariosfuturenobilitymiddle classcivil societysocial integrationpast and future of Europes2050Europe Unitescenarifuturonobiltàborghesiasocietà civileintegra-zione socialepassati e futuro dell’Europe
Issue Date: 2020
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Alberto Gasparini, "Sedimentation of europes: from past to 2050" in: "Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2019, n. 1/2, Vol. XXIV", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2020, pp. 125-155
Journal: Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale 
Abstract: 
In this article the author considers Europe to be the result of the sedimentation of many united Europes, starting from the Roman and Carolingian empires, which provide a number of attempts at united Europes: the former with its centre in the south of Europe, the Middle East and North Africa, the latter with its centre in northern Europe. From these attempts at least two Europes began, ultimately producing the present European Union (EU). The first united Europe was made up of a range of European states and was set up by the knightly, noble and feudal classes with the spread of similar styles, structures, religions (Chris-tianity) and powers. This was followed by a second united Europe based on nation-states and modern empires; fruit of the Enlightenment, it was formed in each one by the intellectual classes and then by the entrepreneurial, commercial and financial classes which characterised Europe until the First World War. The third united Europe is the one which emerged from new values – peace and the individual – and is legitimised by a civil society made up of organisations working upwards from the grass roots. Emerging from the aftermath of the Second World War, this third united Europe is still developing. For how long? For as long as possible, it is to be hoped. The second part of the article takes a long look at the future of this third united Europe, analysing four scenarios projected up to 2050. Starting from the present scenario, scenarios for the future are worked out. We can define them in the following ways: 1) the pure catastrophic scenario: it sees the disappearance of the United Europe or this becomes an empty shell; 2) the realistic catastrophic scenario: it sees the United Europe to become an entity in which internal asymmetrical relations take form, completely open towards the strong-est states and close enough (for the circulation and rules) towards the internal peripheral or smaller states or more little, operating a kind of colonialism; 3) the realistic ideal scenario: it sees that the United Europe keeps the “promises” made and the “premises” from which it is born, except that its member states are still strong and their “reserve of powers”. Outwards the EU always remains and keeps the features of an International Organisation; 4) finally the pure ideal scenario: it sees the transformation of the EU in a federal state, in which the sovereignty of the federate state remains more and more soft so much that it disappears, at least in the aspects of general coordination and of the management of the EU general policies. The discussion of the four scenarios verifies which of them will be carried out in the future: after 10 years, 20 years, 30 years. 40 years. It is more likely that the fifth scenario occurs, that is a scenario that collects elements from each of the scenarios considered before and it assumes a further configuration with respect to those are forecast.

Nell’articolo l’autore interpreta l’Europa come sedimentazione di tante Euro-pe Unite a cominciare dall’Impero Romano e dall’Impero Carolingio, che riguardano alcune prove di Europe Unite: la prima con il centro nella parte sud Europa, il Medio Oriente e il nord Africa, e la seconda con il centro nel nord Europa. Da queste prove sono partite almeno due Europe, che si sono succedute fino a sfociare nell’attuale Unione Europea (UE). La “prima Europa Unita” era articolata in tanti stati Europei ed è state creata dalle classi cavalleresche, nobiliari e feudali con la disseminazione di uguali stili, , regole. strutture, fede cristiana e poteri. A questa è succeduta una “seconda Europa Unita” basata su stati nazionali e imperi moderni e creata dall’Illuminismo, e dalle relative classi intellettuali, e poi da classi imprenditoriali, commerciali, finanziarie caratterizzanti l’Europa fino alla prima guerra mondiale. La “terza Europa Unita” è quella emersa da nuovi valori come l’individuo, la pace e legittimata da società civili formate da organizzazioni che dal basso elaborano tale nuova società europea. Questa terza Europa Unita è sorta dopo la, e dalla, seconda guerra mondiale, ed è tuttora in sviluppo. Fino a quando? Ovviamente ci si augura per un tempo indefinito. La seconda parte dell’articolo considera ampiamente il futuro di questa terza Europa Unita, e i suoi processi vengono considerati attraverso quattro scenari proiettati al 2050. Partendo dallo scenario attuale, gli scenari per il futuro possono essere i seguenti quattro: (1) lo scenario catastrofico puro: esso prevede la scomparsa della UE o questa diventa un guscio vuoto; (2) lo scenario catastrofico realistico: l’UE diventa un’entità nella quale le relazioni interne sono asimmetriche e prendono la forma completamente aperta verso gli stati più grandi e abbastanza vicini (per la circolazione e le regole) e verso gli stati più piccoli o quelli periferici interni, venendo così a realizzarsi forme di colonialismo; (3) lo scenario ideale realistico: l’UE mantiene le “promesse” dalle quali è nata, eccetto che gli stati membri sono ancora forti e con una loro “riserva di poteri”. Esternamente l’UE conserva le caratteristiche di una Organizzazione Internazionale; (4) infine lo scenario ideale puro: la trasformazione dell’UE è uno stato federale entro il quale la sovranità del singolo stato federato diventa più o meno debole a tal punto da scomparire, almeno negli aspetti del coordi-namento generale e della gestione delle politiche generali dell’UE. La discussione dei quattro scenari verifica quelli di essi che saranno realizzati nel futuro: dopo 10 anni, dopo 20 anni, dopo 30 anni, dopo 40 anni. È più probabile che si realizzi il quinto scenario, in quanto scenario che raccoglie elementi da ciascuno dei quattro scenari già considerati, riassumendo una ulteriore configurazione delle cose già previste.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/31172
ISSN: 1971-0720
DOI: 10.13137/1971-0720/31172
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2019, n. 1/2, Vol. XXIV

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