Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/32207
Title: Tra shoptainment e racconto dal finale aperto. Analisi del caso Despar “Teatro Italia”
Authors: Qualizza, Gabriele
Tamburlini, Anna
Keywords: ShoppingConsumatoreMarketing Esperienziale/Marketing Delle Esperienze;Apocalisse Del RetailBeni Culturali.ConsumerExperiential marketing/Experience marketingRetail apocalypseCultural heritage
Issue Date: 2021
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Gabriele Qualizza, Anna Tamburlini, "Tra shoptainment e racconto dal finale aperto. Analisi del caso Despar 'Teatro Italia'" in: "Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica. A. XIII (2021), n. 1 (gennaio-giugno)", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, pp. 3-27
Journal: Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica 
Abstract: 
Da alcuni anni le espressioni “teatralizzazione del consumo”, “intrattenimento”, “esperienza” vengono accolte con crescente entusiasmo nel linguaggio accademico e manageriale: un orientamento che può essere letto come risposta al mutamento sociale e alle sue più recenti manifestazioni, concretizzate in quella che viene definita la condizione post-moderna. Manca tuttavia una definizione condivisa del concetto di “esperienza”, da alcuni intesa come inserimento negli spazi dello shopping di una spettacolare “messa in scena”, atta a sollecitare nel consumatore uno stato di sovraeccitazione emozionale; da altri interpretata invece come elaborazione di un racconto dal finale aperto, nel quale è il fruitore, con le sue scelte e con le sue mosse, a determinare di volta in volta uno svolgimento diverso della narrazione. Gli ambienti dello storico “Teatro Italia” di Venezia, da tempo abbandonati e oggi restituiti a nuova vita ad opera di un’insegna della grande distribuzione, offrono lo spunto per mettere a confronto le due declinazioni del concetto, ma anche per ragionare di qualità estetica degli spazi che quotidianamente frequentiamo e di riqualificazione del patrimonio ar-chitettonico di cui il nostro Paese dispone.

Nowadays, the expressions “theatricalisation of consumption”, “entertainment” and “experience” have been accepted with growing enthusiasm in academic and managerial language: an orientation that can be read as a response to social change and its most recent manifestations, embodied in the so-called post-modern condition. However, there is no clear definition of the concept of “experience”. Some understand it as the insertion of a spectacular “staging” in shopping spaces, capable of arising a state of emotional overexcitement in the consumer. Others interpret it as the processing of an open-ended story, in which the user, with their choices and moves, determines each time a different unfolding of the narration. The spaces of the historic “Teatro Italia” in Venice, for long time abandoned and now refurbished by a major retailer, offer the cue to compare the two declinations of the concept, but also to discuss the aesthetic quality of everyday spaces and the redevelopment of Italy's architectural heritage.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/32207
ISSN: 2035-584x
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:26 Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica. A. XIII (2021), n. 1 (gennaio-giugno)

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