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Titolo: The socialists in Rome “open city” between armed resistance and trade union revival
Titoli alternativi: I socialisti a Roma “città aperta” fra resistenza armata e rinascita sindacale
Autore/i: NEGLIE, PIETRO 
Parole chiave: Labour’s General Confederation (CGdL)Bruno BuozziSocialistsResistenceRomeFascismConfederazione Generale del LavoroBruno BuozziSocialistiResistenzaRomaFascismo
Data: 2021
Editore: EUT Edizioni Università di Trieste
Citazione: Pietro Neglie, "The socialists in Rome “open city” between armed resistance and trade union revival/I socialisti a Roma “città aperta” fra resistenza armata e rinascita sindacale" in: "Poliarchie/Polyarchies volume 4 n. 2/2021", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2021, pp. 162-185
Journal: Poliarchie / Polyarchies 
Abstract: 
The essay reconsiders the role of the socialists in the Resistance in Rome, showing that it was by no means marginal. During the Nazi occupation, in conditions of grave danger, the socialist Bruno Buozzi, secretary of the General Confederation of Labor when Fascism took power, entered into delicate negotiations to reconstitute the union, committing himself so that it was unitary and therefore included communists, socialists and Christian Democrats. In Rome occupied by the Nazis, every form of disobedience acquired the characteristics of an opposition, a real resistance which, among other things, was organized by the military apparatuses of the Socialist and Communist parties. Sabotage and disturbance actions were organized daily to make life impossible for the enemy, who reacted with tremendous reprisals. Immediately after the arrival of the Allies in Rome, the union was reconstituted but the agreement was backdated in homage to Buozzi, murdered by nazis.

Il saggio riconsidera il ruolo dei socialisti nella Resistenza a Roma, mostrando come non fosse affatto marginale. Durante l’occupazione nazista, in condizioni di grave pericolo, il socialista Bruno Buozzi, segretario della Confederazione Generale del Lavoro quando prese il potere il fascismo, avvi  delicate trattative per ricostituire il sindacato, impegnandosi affinché rimanesse unitario e quindi includesse comunisti, socialisti e democristiani. Nella Roma occupata dai nazisti, ogni forma di disobbedienza acquisì  i caratteri di un’opposizione, di una vera e propria resistenza che, tra l’altro, era organizzata dagli apparati militari dei partiti socialista e comunista. Giornalmente venivano organizzate azioni di sabotaggio e di disturbo per rendere la vita impossibile al nemico, che reagiva con tremende rappresaglie. Subito dopo l’arrivo degli Alleati a Roma, il sindacato fu ricostituito ma l’accordo fu retrodatato in omaggio a Buozzi, assassinato dai nazisti.
Tipologia: Articolo
URI: http://hdl.handle.net/10077/33382
ISSN: 2611-4216
eISSN: 2611-2914
DOI: 10.13137/2611-2914/33382
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
È visualizzato nelle collezioni:Poliarchie/Polyarchies volume 4 n. 2/2021

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