Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/34424
Title: La “Repubblica guaranica dei Gesuiti” del Paraguay: Un modello di formazione di uno Stato. Dai muri duri alla dissoluzione dei confini
Authors: Nagy Ferrari, Ladislao
Keywords: Indios GuaranìRiduzioni e MissioniRepubblica guaranica dei Gesuiti, Gesuiti, ParaguayRepubblica guaranica dei GesuitiGesuitiParaguayGuaranì IndiosReductions and MissionsJesuit Guaranì RepublicJesuitsParaguay
Issue Date: 2022
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Ladislao Nagy Ferrari, "La 'Repubblica guaranica dei Gesuiti' del Paraguay: Un modello di formazione di uno Stato. Dai muri duri alla dissoluzione dei confini" in: "Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2021, n. 1/2, Vol. XXVI", EUT Edizioni Università di Trieste, Trieste, 2020, pp. 273-285
Journal: Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale 
Abstract: 
Nel 1595 i Gesuiti cominciarono nel Paraguay a fondare delle Missioni dove venivano “ridotti” a vivere indios Guaranì secondo la legge: “ad Ecclesiam et vitam, civilem reducti sunt”, formando le Riduzioni sulla base di vere e proprie cittadine ad economia rurale-industriale-commerciale i raggruppamenti di indigeni, che rinunciavano alla vita nomade. Queste Riduzioni sono unità di 5000-8000/9000 persone (Scramaglia 1985: 201), secondo un’utopia religiosa, vivente in una architettura moderna e una vita quotidiana di lavoro, di tempo libero, di vita religiosa, guidata dai Gesuiti, e fondata sulla libertà. Presto le Riduzioni si scontrano con le Colonie, i cui indios prestano, in parte gratuitamente, il lavoro al titolare della “encomienda”. Le due istituzioni si scontrano perché le Riduzioni trattano i Guaranì secondo principi di libertà, a differenza dell’encomendero, anch’essi appartenenti alla corona spagnola. Pure per i portoghesi del Brasile le Riduzioni erano una spina nel fianco, in quanto non permettevano loro di ottenere schiavi da impiegare nelle loro piantagioni. Le incursioni dei “bandeirantes” avevano lo scopo di distruggere le Riduzioni dei Guaranì, ma, eccettuati alcuni casi sporadici, i “bandeirantes” nel 1641 furono sconfitti e definitivamente arrestati. Così alla fine le Riduzioni e la Repubblica guaranica dei Gesuiti del Paraguay ebbero il sopravvento sui due nemici, “encomendero” e “bandeirantes”, e costruirono ai loro confini dei muri duri. Tuttavia un secolo dopo le Riduzioni e la Repubblica guaranica vennero sconfitti dal di dentro dall’intervento delle “potenze” politiche europee e dei movimenti di opinione internazionali che spinsero il Papa (Clemente XIV) a sciogliere la Compagnia fondata da Sant’Ignazio, e che rappresentava l’anima e il sostegno delle Riduzioni e la loro legittimazione interna, rappresentata dai Gesuiti. In altri termini anche i muri duri della Repubblica guaranica e delle Riduzioni crollarono, per effetto dello svuotamento di essa per la dissoluzione dei confini politici, culturali ed economici delle stesse istituzioni, che durarono circa due secoli. Eppure l’autore conclude l’articolo, evidenziando che la Repubblica guaranica del Paraguay “seminarono un forte senso di identità nazionale e di auto determinazione che non poté essere cancellato, e che si mantenne vivo, riconoscendosi in varie situazioni di uno sviluppo storico spesso tragico”.

In 1595 the Jesuits in Paraguay started the foundation of missions where the Guaranì Indios were “reduced” to living under the law, “ad Ecclesiam et vitam, civilem reducti sunt”, forming the missions – “Reductions” – where the Guaranì were gathered to live and work as citizens with a rural-industrial-commercial economy, relinquishing their traditional nomadic life. The Reductions were communities of between 5,000 and 9,000 people (Scramaglia 1985: 201), living according to a religious Utopia with modern architecture and a daily routine of work, leisure time and religious worship, led by the Jesuits and based on freedom. The Reductions soon encountered the hostility of the Spanish colonisers (encomenderos), for whom the Indios were required to work, in part without pay. The clashes arose because the Reductions treated the Guaranì according to principles of freedom, whereas the colonisers, with the connivance of the Spanish authorities, often resorted to coercion. The Reductions were also a thorn in the side of the Portuguese in Brazil, since they stood in the way of their attempts to round up slaves to work on their plantations. Armed raiders from Brazil (bandierantes) carried out frequent attacks in order the destroy the Guaranì Reductions, but by 1641 they had been, a few sporadic episodes aside, militarily defeated. The end result was that the Reductions and the Jesuit Guaranì Republic in Paraguay had prevailed over two enemies, the encomenderos and slave-hunting bandierantes, and built hard walls on their borders. A century later, however, the Reductions and the Guaranì Republic were brought down from within by the intervention of the European colonial powers and the pressure of international opinion, under which Pope Clement 14th suppressed the Society of Jesus, which represented the soul and sustenance of the Reductions and provided their internal legitimacy. In effect, the hard walls of the Reductions and the Guaranì Republic collapsed as a result of being emptied by the dissolution of their political, cultural and economic borders. The two institutions lasted for about two centuries. Nonetheless, the author concludes the article by stating that the Guaranì Republic in Paraguay “sowed a strong sense of national identity and self-determination which could not be eradicated and that lived on, playing its part in various manifestations of a historical
development that was often tragic”.
Type: Article
URI: http://hdl.handle.net/10077/34424
ISSN: 1971-0720
Rights: Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 Internazionale
Appears in Collections:Futuribili. Rivista di studi sul futuro e di previsione sociale. 2021, n. 1/2, Vol. XXVI

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