Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/3456
Title: Analisi delle variabili emozionali nel rapporto bambino-madre-operatore sanitario attraverso l' uso del baby F.A.C.S. di H. OSTER
Authors: Soloperto, Sarah
Keywords: Espressioni faccialiBaby F.A.C.S. di OsterEmozioniSorrisoPiantoContatto visivoAnalgesia non farmacologica
Issue Date: 22-Mar-2010
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Sono stati condotti due esperimenti per dimostrare che il neonato è in grado di produrre espressioni facciali discriminabili, coerenti con lo stimolo somministrato e associabili alle espressioni facciali degli adulti. L'originalità di questo lavoro si basa sull'analisi delle espressioni facciali di neonati e lattanti analizzati in tre fasce di età. L'età mediana è stata di gironi 3 (Grupo 1), di giorni 82 /Gruppo 2), di giorni 144 (Gruppo 3). I soggetti sono stati sottoposti a stimolo positivo e stimolo negativo e quindi analizzati attraverso l'utilizzo del Baby FACS di H. Oster (2007). Le primo studio l'obiettivo era verificare la capacità comunicativa dei soggetti nela relazione madre-bambino-estraneo. Si sono volute rilevare, inoltre, le eventuali diversità di risposta emotiva in interazione con la madre e con un estraneo, analizzando la presenza, la durata e l'intensità del sorriso semplice e del sorriso Duchenne, tutto ciò in associazione alla eventuale apertura della bocca, oltre al contatto visivo. Si sono confrontate le risposte espressivo facciali di 205 bambini (105 maschi; 117 primogeniti) sottoposti a stimolo positivo con la madre (durata mediana 3207 frames) e quindi con una persona estranea (durata mediana 3177 frames). Dall'analisi del sorriso semplice è emerso che con l'aumentare dell'età aumentano la numerosità dei bambini che lo attuano (n. 22; 81; 66), la numerosità degli episodi e la durata degli stessi. La numerosità dei bambini che sorride con l'estraneo p maggiore che con la madre nei Gruppi 2 (m=411; e=672) e 3 (m=397; e=441). Nei Gruppi 2 e 3 è significativa anche la numerosità degli episodi prodotti dai maschi con l'estrano (m=292; e=380). La durata di tali episodi è sueriore in interazione con l'estraneo nei Gruppi 2 e 3. L'analisi della numerosità degli episodi in intesità massima ha evidenziato un picco nel livello "medio" dei Gruppi 2 e 3. Nella produzione del sorriso Duchenne del Gruppo 3 i maschi sorridono di più all'estaneo. La numerosità degli episodi è significativa nel Gruppo 2 in favore dell'estraneo e nei maschi sempre con l'estraneo (m=197; e=304). Non ci sono differenze nella durata degli episodi. Relativamente alla intensità massima c'è differenza tra la numerosità degli episodi ininterazione con la persona estranea rispetto a quella con la madre: nel Gruppo 2 c'è differenza tra i tre livelli di intensità analizzati, con un picco nei livelli "medio" e "alto" in interazione con l'estraneo. Relativamente al contatot visivo i bambini dei Gruppi 2 e 3 attuano un maggior numero di episodi con la madre, la durata è però maggiore con la persona estranea. Nel secondo studio, il cui obiettivo era testare diverse tecniche dia nalgesia non farmacologica, è emerso che i bambini (n. 145) che hanno prodotto il pianto durante la somministrazione dello stimolo negativo sono più numerosi nel Gruppo 2 rispetto al 3. Durante lo stimolo negativo la durata dle pianto è stata rilevante in presenza del "clown" (100%). Rispetto alle vairabili testate l'essere tenuto in braccio da parte della pediatra è risultato essere l'analgesia non farmacologica più efficace. Dall'analisi dell'intensità del pianto, è emerso che ci sono differenze significative all'interno del Gruppo 2 nella variabile "fasciatoio" e nella variabile "madre sensoriale" entrambi nel livello "alto" rispetto ai livelli "basso" e "medio". Relativamente al Gruppo 3, nell'aalisi con i criteri sopra descritti, si è rilevata una differenza significativa nella variabile "fasciatoio" con un incremento dell'intensità nel livello "basso". I risltati mostrano che fin dai primissimi giorni di vita i bambini sono capaci di produrre espressioni facciali distinte che comunicano il loro stato interno. Hanno la capacità di riconoscere il volto di una persona estranea rispetto al volto della madre. Complessivamente questa ricerca ha dimostrato che con la crescita intervengono minimi fattori di modificazione delle espressioni facciali di sorriso e di pianto e che c'è stabilità nela produzione delle espressioni facciali derivanti da uno stimolo negativo, che induce il bambino al pianto, e da uno stimolo positivo, che invece lo induce al sorriso. Tale stabilità permane fino ai 5 mesi di età.
Description: 2008/2009
URI: http://hdl.handle.net/10077/3456
NBN: urn:nbn:it:units-8841
Appears in Collections:Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche

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