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2004La traduzione è servita, ovvero Food for thought : analisi di corpora paralleli in traduzione costruiti su topos descrittivi e tematici incentrati sul ciboMasiola Rosini, Rosanna
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La presente opera è il Volume I della Trilogia: Tematiche in traduzione, cui segue il Volume II, Fashion in Translation: La moda nel tradurre, e il Volume III, Perle di traduzione: Lust in Translation, incentrati su descrizioni tematiche culture-bound. Sono stati analizzati più di cento autori, con i loro traduttori e traduzioni (italiano, inglese, altre lingue), nelle descrizioni che sono più ancorate alla specificità culturale, ed alla tradizione. La terminologia e le liste cibarie, i processi di descrizione focalizzano una dissimmetria tra mondo protestante-nordico e mondo mediterraneo. La difficoltà di resa e traducibilità tra testi letterari (inclusa la letteratura di viaggio, le fiabe, racconti di avventura, letteratura italo-americana, ricettari, menù) offre un panorama di catalogazione e di pronta consultazione, per aree traduttive: il mondo italiano verso il mondo inglese, la letteratura italiana tradotta in inglese, e viceversa, il mondo anglo-ebraico e il mondo dell’emigrazione, gli splendori de Le Mille e Una Notte. Ma quanto rimane di dolce aroma e misterioso profumo una volta che dal traduttore francese arrivano a quello inglese? Esempi pratici vengono offerti, in uno schema di suddivisione di tipo culturale.

Calchi, omissioni, permutazioni, modulazioni sono presenti in questi testi descrittivi: e i comportamenti dei traduttori variano, per costruzioni linguistiche, culturali e politiche. La cucina e la letteratura delle regioni offre un panorama pieno di sorprese. E continua a stupire: oggi a Portorose [Slovenia] troviamo una Picerja, e sperduta, troviamo nell’isola di St. Martens, tra la parte francese e quella olandese, una scritta: Istrian Cuisine, a testimonianza della cucina italiana, ma reclamizzata in inglese! E che dire di una famosissima ristoratrice di Manhattan che, pur istriana, ha una ricetta per gli scungilli? Gianni Brera scriveva “Albione raffinata sui campi di calcio, ma barbara a tavola”. Era vero? Chi avrebbe sospettato che nel 1937 “la pastella per uno chef inglese requires attacking with vivacious turbulence”? oggi a Londra con il ristornate Books for Cooks e Royal China siamo nel cuore della raffinatezza. E ancora, quanti arabi sono i cibi ne Il Gattopardo? Perché Woody Allen e altri mangiano scapece a New York? E perché il vino in qualche versione manca a Cappuccetto Rosso? E il simbolismo freudiano e i giochi di parole di Hillman? Quanto è traducibile? Il libro offre una enorme casistica di diversità nel tradurre, e nell’interpretare.

Ogni cultura ha i suoi simboli e metafore nella descrizione del cibo: non sempre è facile interpretarle e trasportarle da una lingua all’altra, specialmente tra cucine remote. Eppure basta sondare questo campo d’analisi ancora poco esplorato, per rendersi conto di quanto sia fruttuosa una analisi sistematica incentrata su tematiche descrittive, tra coppie di lingue, tra la globalizzazione e la tendenza al localismo, ed alla topofilia cibaria.

Rosanna Mariola Rosini è professore straordinario di lingua inglese e traduzione all’Università per Stranieri di Perugina, al corso di laurea in Comunicazione internazionale, Dipartimento di Scienze del Linguaggio, ove insegna anche letteratura anglo-americana. Ha insegnato per un decennio all’Università di trieste, Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLMIT), dove si era già diplomata. Laureata in lingue e letterature straniere all’Universiutà di Venezia, Cà Foscari. Ha pubblicato numerosi volumi e studi sulla traduzione e letteratura, tra cui il pionieristico Questioni traduttive (Campanotto, Udine, 19888), Pianeti Proibiti: Traduzione Descrizione Intertesti (Guerra, perugina, 1997). Ein Uebersetzung zu Kuss. A Kiss is still a Kiss? (Università Ginevra-Perugia: Guerra, 2003), per la collana STAR (Studi di Traduzione-Anglistica e Romanistica).
Da ricordare il suo contributo in Portraits de Traductrices (Press Univeristé d’Ottawa, 2002), curato da Jean Delisle, sulle figure di donne traduttrici nella storia: “Mariana Florenzi: la belle marquise. Volage en quête de la fidélité absolue”. Recenti saggi su traduzione e studi comparati sono apparsi in OFFSHOOT – Journal of Translation and Comparative Studies, dell’Università di Teotuan, Marocco.
È fellow di numerose società e affiliazioni tra cui la Royal Geographical Society, Modern Language Association, Linnean Society of London.

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