Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/6349
Title: Profili funzionali e valorazione imprenditoriale in tema di "demanio marittimo"
Authors: Cinque, Cipriano
Issue Date: 2008
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Cipriano Cinque, "Profili funzionali e valorazione imprenditoriale in tema di 'demanio marittimo'" in: Trasporti. Diritto economia politica n.104 (2008), pp.11-45
Series/Report no.: Trasporti. Diritto economia politica
104
Abstract: Il demanio marittimo può essere definito come un complesso di beni, esi¬stenti in natura o fatti con il lavoro dell’uomo, destinati a soddisfare gli in¬teressi pubblici attinenti alla navigazione e volti a consentire la percezione delle molteplici utilità che la collettività e i singoli traggono dal mare2. I beni demaniali marittimi devono essere ricompresi nel più ampio ge¬nere dei beni che costituiscono il demanio pubblico, enumerati in modo tassativo dalla legge e sottoposti ad una disciplina giuridica particolare. Per effetto della sottoscrizione da parte della Pubblica Amministrazione e del privato degli allegati accordi/convenzione, il porto di Napoli ha proget¬tato e realizzato nel rispetto della legge 413/98 ed in un arco temporale che va dal novembre 2000 al dicembre 2004 gli adeguamenti funzionali del¬le banchine/moli e calate: Bausan, Pollena, Flavio Gioia ed Immacolatella Vecchia, recentemente inaugurati dal Ministro protempore dei Trasporti e delle Infrastrutture. È di tutta evidenza che l’intesa pubblico-privato che il legislatore ha inteso individuare con l’emanazione di norme finalizzate alla semplificazione degli iter procedurali (vedi legge 241/’90) ed alla in¬tegrazione del modello codicistico (ex art.36 e seguenti del Codice della Navigazione con la legge di riforma dei porti n°84/’94) per quanto attiene alla normativa innovativa che regola le concessioni di banchine/moli e calate nell’interdipendenza tra gli art. 16 e 18 della più volte richiamata legge 84/’94, pur nell’imbarazzante carenza del regolamento ex art.18 a tutt’oggi non emanato, ha rappresentato il contributo al momento più ef¬ficace e dinamico perché i porti italiani, nel rispetto delle loro peculiari di¬versità e concorrenze, facciano sistema nel confrontarsi sulle esperienze realizzate per fronteggiare le nuove sfide dell’agguerrita concorrenza in¬ternazionale del trasporto marittimo. Così, in un futuro prossimo le Au¬torità Portuali che amministrano i porti, d’intesa con il Governo Centrale, si vedranno impegnate in un processo di ristrutturazione e di ulteriore ammodernamento delle infrastrutture portuali, per adeguarle alle muta¬te caratteristiche tecnologiche ed ambientali delle navi.
URI: http://hdl.handle.net/10077/6349
ISSN: 0390-4520
Appears in Collections:Trasporti. Diritto, economia, politica n. 104 (2008)

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