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Recent Submissions

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  • Publication
    Appunti per una lettura dell'opera di Malika Mokkedem
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2004)
    Zoppellari, Anna
    Anna Zoppellari parla dell’opera di Malika Mokkedem che nasce il 5 ottobre 1949 a Kenadsa, in Algeria e studierà medicina a Parigi. Nel 1990 compare il suo primo romanzo: "Les hommes qui marchent", una saga familiare in cui si può ritrovare la biografia romanzata della scrittrice. Un importante aspetto dei suoi testi consiste nel rapporto sempre dinamico tra gruppi sociali e singoli individui. Inoltre la scrittrice algerina adotta la poetica dell’erranza: descrive una sorta di nomadismo, interpretato come una costrizione, uno stato che impedisce di raggiungere la piena libertà personale. Dopodiché, l’erranza si traduce molto spesso in esilio, altro argomento principale dei racconti. Le sue opere si inseriscono nel nuovo filone della letteratura femminile e i protagonisti sono principalmente donne. Un ultimo elemento dominante, comune a tutti i romanzi, è rappresentato dalla memoria, in quanto attraverso i viaggi a ritroso nel tempo, vuole riappropriarsi della propria storia e del proprio spazio.
      1033  1556
  • Publication
    Tra sacro e profano, ovvero la reincarnazione del finale di una preghiera slavoantica
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2004)
    Totomanova, Anna-Maria
    Anna-Maria Totomanova scrive di due Santi che vissero nel nono secolo d.C., Cirillo e Metodio, che vengono considerati i patroni di tutte le popolazioni slave. I Bulgari, rappresentano la patria della scrittura cirillo-metodiana e grazie agli interventi dei sovrani Boris e Simeon, nel decimo secolo, la lingua bulgara antica si trasforma nello slavo ecclesiastico. Esso continuava ad avere una certa somiglianza con la lingua antica cirillo-metodiana e divenne una lingua letteraria comune per tutti gli Slavi. Quella russa infatti, è considerata la lingua erede di quella slava ecclesiastica. Lo slavo ecclesiastico aveva un carattere sovranazionale e internazionale, tanto che pure oggi ha mantenuto un’importante influenza sui dialetti popolari slavi e nel corso della storia c’è stata un’interazione intensa tra la lingua letteraria slava antica e moderna.
      918  1036
  • Publication
    Giuste ed ingiuste cause della guerra contro gli Indios - Bartolomè de Las Casas e Ginés de Sepùlveda: le due posizioni opposte
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2004)
    Prenz, Ana Cecilia
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    De Pacificatione-Vives
    Ana Cecilia Prenz analizza i motivi che indussero la Spagna (sedicesimo secolo) a conquistare le terre degli Indios. Tra i favorevoli c’era Juan Ginés de Sepúlveda. Egli diceva che con la bolla apostolica del 1493, il Papa depose la giurisdizione temporale universale, di appartenenza divina, sui sovrani cattolici e quindi essi potevano decidere se conquistare e schiavizzare le altre terre. Lo stesso Sepúlveda scrisse un testo fondamentale: "Democrate secondo o delle giuste cause della guerra contro gli Indios", nel quale elabora le teorie del "Requiermiento" in cui, ad esempio, affermava che la guerra fosse lecita perché gli Indios erano inferiori agli spagnoli, i quali “possedevano” religione e guerra. C’erano anche i contrari all’invasione spagnola, come De Vitoria, che non voleva che il Papa possedesse la giurisdizione universale di carattere temporale e pensava che gli Indios fossero esseri razionali e liberi per natura.
      1230  1673
  • Publication
    Ritsos e l'ultimo secolo prima dell'uomo
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2004)
    Marcheselli Loukas, Lucia
    Lucia Marcheselli Loukas parla di Jannis Ritsos (1909-1990), grandissimo poeta greco del ventesimo secolo. Una costante della sua scrittura poetica era il carattere politico che caratterizzava la maggioranza dei suoi testi. Schierato a sinistra, durante la guerra finì in carcere per i suoi scritti che andavano contro l’ideologia del regime. Nel 1942 scrisse "L’ultimo secolo prima dell’uomo", opera che racchiude tutti i principi della sua poesia: nonostante il buio attraversato dal suo paese a causa dell’Occupazione militare, lancia un messaggio di speranza per un domani migliore e anche la morte è vista come un passaggio verso il sole. Ritsos inserisce nelle sue poesie la millenaria tradizione greca, storica e mitologica: gli ambienti del mito alludono a luoghi e fatti del presente, perciò il mito entra nella realtà quotidiana della Grecia colpita dalla guerra.
      1075  3859
  • Publication
    Vladimir Bartol, uno scrittore sloveno di Trieste : la psicanalisi, il potere, i fondamentalismi
    (EUT Edizioni Università di Trieste, 2004)
    Košuta, Miran
    Košuta racconta la biografia di Vladimir Bartol che nacque a Trieste il 23 febbraio 1903 andò a Ljubljana a terminare le scuole superiori. Ottenne il diploma nel 1921 e si iscrisse a biologia all’Università di Lubiana. Si laureò nel 1925 e sono proprio gli studi universitari a fargli conoscere la letteratura. Successivamente si interessò alla psicanalisi, disciplina che si inserisce tra le sue due grandi passioni, letteratura e scienza. Nel 1926 e 1927 viaggiò a Parigi e da quel momento si consacrò totalmente alla scrittura di testi letterari. Negli anni ’30 pubblicò a Ljubljana le sue opere principali: il dramma "Lopez", la raccolta di novelle epistolari "Al Araf" e il romanzo "Alamut". Torna a Trieste e vi resta fino al luglio del 1956 pubblicando le sue ultime opere. Muore a Ljubljana il 12 settembre 1967. È stato uno scrittore cosmopolita, che ha rappresentato nei suoi testi sia Trieste, città natia, che Ljubljiana, luogo della sua maturazione artistica.
      1319  2230