Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/7402
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dc.contributor.advisorAgostini, Tizianoit_IT
dc.contributor.authorFumarola, Antoniait_IT
dc.contributor.otherPriftis, Konstantinosit_IT
dc.date.accessioned2012-07-20T11:00:21Z-
dc.date.available2012-07-20T11:00:21Z-
dc.date.issued2012-04-20it_IT
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/7402-
dc.description2010/2011it_IT
dc.description.abstractIn questa tesi verranno descritti gli studi che ho condotto durante i tre anni di dottorato e sui quali il mio interesse si è maggiormente concentrato. Gli aspetti, in particolare che sono stati indagati in questa tesi sono: la percezione del contrasto e della costanza acromatici e la rappresentazione mentale del contrasto di luminanza cromatico. La tesi è divisa in due parti. Nella prima parte verranno delineati gli esperimenti che sono andati a studiare i possibili correlati neurologici implicati nel processamento dei fenomeni di costanza e di contrasto acromatici. Ci sono molte teorie a riguardo che tentano di spiegare questi fenomeni. La maggior parte di queste teorie si avvalgono di spiegazioni legate alle caratteristiche dei neuroni presenti nella retina, nel nucleo genicolato laterale e nella corteccia striata (inibizione laterale, lling-in). Uno studio recente (Leonards, Troscianko, Lazeyrasc, Ibanez, 2006) ha evidenziato mediante risonanza magnetica funzionale che esiste una regione cerebrale che si attiva in presenza di stimoli che inducono una luminosità apparente (Zavagno, 1996) (nel lobo occipito-temporale e solco collaterale, al con ne fra le aree 37 e 19 di Brodman). Scopo della tesi è quello di veri care le basi neuroanatomiche dei fenomeni di contrasto e di costanza acromatici mediante la valutazione di pazienti con cerebrolesione acquisita. Sono stati testati due gruppi di pazienti con cerebrolesione acquisita ( un gruppo di 6 pazienti con lesione all'emisfero sinistro, 6 pazienti con lesione all'emisfero destro) e un gruppo di 10 partecipanti sani. Inoltre sono stati testati due pazienti più giovani d'età e un paziente con lesione sinistra in sede frontale. I compiti che sono stati usati erano quelli dello studio di Agostini e Galmonte (2002). Agostini e Galmonte hanno veri cato come l'e etto di contrasto classico è maggiore quando viene aggiunto un gradiente formato da una croce con i bracci che vanno dal nero al bianco che crea un e etto di luminosità apparente (e etto glow; Zavagno, 1999). I risultati hanno mostrato come i pazienti con lesione all'emisfero sinistro non mostrano di erenze tra le condizioni sperimentali e non sperimentali. I pazienti invece con lesione all'emisfero destro e i partecipanti di controllo si comportano come i partecipanti dello studio di Agostini e Galmonte (2002). I pazienti con lesione all'emisfero sinistro di età più giovane, mostrano dei risultati simili a quelli del gruppo di pazienti con lesione all'emisfero sinistro più anziani. Il paziente con una lesione all'emisfero sinistro in sede frontale, percepiva il colore del target in maniera diversa nella condizione sperimentale rispetto alla condizione di controllo. In conclusione dai dati emerge che vi sia un coinvolgimento maggiore dell'emisfero sinistro (probabilmente posteriore) nei fenomeni di contrasto e di costanza di bianchezza. La spiegazione potrebbe venire dalla teoria computazionale di Gilchrist e dalla teoria del processamento locale e globale degli emisferi cerebrali. Nella seconda parte della tesi è stato descritto uno studio svolto sulla rappresentazione mentale del contrasto di luminanza. Dehaene, Bossini e Giraux (1993) dimostrarono, attraverso un paradigma in cui i partecipanti dovevano giudicare la parità del numero usando le due mani, che la mano sinistra aveva tempi di reazione (TR) più veloci per i numeri piccoli (da 1 a 4) rispetto alla mano destra, mentre la mano destra aveva TR più rapidi con i numeri grandi (6-9). Da questo conclusero che i numeri hanno una rappresentazione mentale spaziale che segue una linea orientata da sinistra verso destra. (e etto S.N.A.R.C, Spatial Numerical Association of Response Codes). Studi recenti hanno dimostrato come questo e etto non fosse speci co solo per i numeri, ma che interessi anche altri concetti non numerici, cioè le lettere dell'alfabeto, i mesi dell'anno, i giorni della settimana, le grandezze geometriche, le note musicali e la luminosità. (ad es. Gevers, Reynvoet, & Fias, 2003). Inoltre alcuni studi hanno dimostrato come ci sia un e etto di congruenza tra la grandezza numerica e la luminosità usando un compito di comparazione (Pinel, Piazza, Le Bihan, & Dehaene, 2004; Cohen Kadosh, Cohen Kadosh, & Henik, 2008; Cohen Kadosh, Cohen Kadosh, Kaas, Henik, & Goebel, 2007; Cohen Kadosh, & Henik, 2006; Gebuis, &. van der Smagt, 2011). Da questi studi si deduce come probabilmente non solo per i numeri ma anche per il contrasto di luminanza ci possa essere una rappresentazione spaziale. Il proposito di questa tesi è stato quello di indagare la relazione tra il contrasto di luminanza cromatico e lo spazio in maniera diretta e se questa relazione è simile a quella trovata per i numeri. Sono stati eseguiti due esperimenti. Nel primo, il contrasto di illuminanza era irrilevante per la performance del compito (i partecipanti dovevano giudicare se il colore del target era verde o rosso; compito indiretto). Nel secondo, il contrasto di luminanza era rilevante ai ni del compito (i partecipanti dovevano giudicare se il colore era più scuro o più chiaro rispetto a uno stimolo di riferimento che era centrale rispetto alla scala di luminanza creata per l'esperimento; compito diretto).I partecipanti mostravano un vantaggio della mano sinistra nel rispondere a bassi contrasti di luminanza a un vantaggio della mano destra nel rispondere ad alti valori di contrasto di luminanza (Spatial Luminance contrast Association of Response Codes: e etto SLARC). Questo e etto è stato osservato sia nel compito diretto che indiretto. Quindi, non solo per i numeri, ma anche per il contrasto di luminanza c'è una rappresentazione spaziale con orientamento da sinistra verso destra, dove i contrasti di luminanza più bassi sono rappresentati a sinistra e progressivamente contrasti di luminanza più alti sono rappresentati a destra. Questi risultati sono coerenti con l'idea che il contrasto di luminanza ha una rappresentazione simile a quella dei numeri. In conclusione, con questa tesi è stata dimostrata l'esistenza di altri fattori coinvolti nella percezione del colore, cioè l'esistenza di altre aree cerebrali oltre a quelle della via visiva primaria coinvolte nel processamento dei fenomeni di contrasto e di costanza di bianchezza e l'in uenza dello spazio nella rappresentazione del contrasto di luminanza.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherUniversità degli studi di Triesteit_IT
dc.rights.urihttp://www.openstarts.units.it/dspace/default-license.jsp-
dc.subjectcontrasto di bianchezzait_IT
dc.subjectcostanza di bianchezzait_IT
dc.subjecteffetto "glow"it_IT
dc.subjectpazientiit_IT
dc.subjectictusit_IT
dc.subjectS.N.A.R.C.it_IT
dc.subjectcontrasto di luminanzait_IT
dc.subject.classificationSCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN NEUROSCIENZE E SCIENZE COGNITIVE - indirizzo PSICOLOGIAit_IT
dc.titleBasi neurofisiologiche e rappresentazione spaziale dell'effetto di contrasto cromatico in pazienti con cerebrolesione acquisita e partecipanti saniit_IT
dc.typeDoctoral Thesis-
dc.subject.miurM-PSI/02 PSICOBIOLOGIA E PSICOLOGIA FISIOLOGICAit_IT
dc.description.cycleXXIV - Cicloit_IT
dc.rights.statementNO EMBARGOit_IT
dc.date.birth1980-
dc.identifier.nbnurn:nbn:it:units-9207-
item.openairetypedoctoralThesis-
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_db06-
item.grantfulltextopen-
item.fulltextWith Fulltext-
item.cerifentitytypePublications-
item.languageiso639-1it-
Appears in Collections:Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
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