Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/7732
Title: Approccio proteomico allo studio dell'infertilità
Authors: Giacomini, Elisa
Keywords: proteomicainfertilità maschileinfertilità femminileplasma seminalefluido follicolare
Issue Date: 2-Apr-2012
Publisher: Università degli studi di Trieste
Abstract: Questo progetto di dottorato ha due obiettivi principali: Confrontare l’espressione proteica di plasmi seminali di soggetti Normozoospermici (N) con quella di plasmi seminali di soggetti Oligo-Astenozoospermici (O/A) per identificare dei bio-marcatori di fertilità maschile. A tale scopo sono state utilizzate tecniche di proteomica quali elettroforesi bidimensionale e spettrometria di massa, che ci hanno permesso di analizzare i 20 campioni selezionati per l’analisi (10 appartenenti al gruppo N e 10 appartenenti al gruppo O/A). Eseguendo il confronto 6 proteine sono risultate espresse in maniera differente nei due gruppi di campioni. In particolare 4 risultano maggiormente espresse nei campioni di soggetti N e solo 2 risultano maggiormente espresse nei plasmi seminali di soggetti O/A. Delle 4 proteine espresse in quantità maggiore nei campioni di plasmi seminali di soggetti N, solo due sono state identificate con spettrometria di massa e successivo western blot: Epididymal secretory protein E1 (NPC2) e Galectin 3 binding protein (M2BP). Le altre 2 non sono state identificate per la massiccia presenza di cheratina che contaminava i campioni. Le 2 proteine espresse in quantità maggiore nei campioni di plasmi seminali O/A sono: Lipocalin-1 (LCN-1) e Prolactin inducible protein (PIP). Sono NPC2 e M2BP si possono considerare come dei bio-marcatori di fertilità maschile. Confrontare le proteine presenti in fluidi follicolari contenenti ovociti maturi (M2) con quelle presenti in fluidi follicolari contenenti ovociti immaturi (GV o M1) per trovare dei bio-marcatori di maturità ovocitaria. Il confronto è stato eseguito tra 6 campioni di fluidi contenenti ovociti M2 e 6 campioni di fluidi follicolari contenenti ovociti GV o M1. Le tecniche utilizzate sono state l’elettroforesi bidimensionale e la spettrometri di massa. Dopo aver eseguito l’elettroforesi bidimensionale le immagini dei gel ottenuti sono stati caricate sul programma Ludesi Redfin Solo per eseguire il confronto tra i due gruppi. Solo 5 spot e quindi presumibilmente solo 5 proteine risultano espresse in maniera diversa nei due gruppi e tutte sono maggiormente espresse nei fluidi follicolari contenenti ovociti M2. Per mancanza di tempo non è stato possibile eseguire la spettrometria di massa e quindi identificare questi probabili bio-marcatori di maturità ovocitaria.
Description: 2010/2011
URI: http://hdl.handle.net/10077/7732
NBN: urn:nbn:it:units-4421
Appears in Collections:Scienze mediche

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