Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/8922
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dc.contributor.authorParks, Gerald-
dc.date.accessioned2013-07-17T10:19:21Z-
dc.date.available2013-07-17T10:19:21Z-
dc.date.issued1992-
dc.identifier.citationGerald Parks, "Recensione de 'l dinasti' di Thomas Hardy - traduzione di G. Singh", in: Rivista internazionale di tecnica della traduzione n°0, Udine, Campanotto Editore (1992), pp. 131-133it_IT
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10077/8922-
dc.description.abstractIl poema drammatico-epico l dinasti costituisce forse l'opera più ambiziosa di Thomas Hardy, anche se a tutt'oggi esso è stato abbastanza trascurato dal grande pubblico e, in parte, dalla critica. Infatti, il genere del poema lungo ha goduto di poca stima e ancor meno popolarità in questo secolo, il che può spiegare la riluttanza dei più ad awicinarsi ad un'opera poetica di mole enorme, scritta in forma drammatica con centinaia di personaggi, e una nutrita compagine di spiriti ultraterrestri (chiaramente simboli poetici, un po' macchinosi, che hanno il compito di condurre il dibattito morale-filosofico su un piano di pura idealità). Eppure, nonostante le difficoltà oggettive, un lettore paziente sarà ben ricompensato dallo sforzo interpretativo richiesto, tanto che si potrà forse dire che questa è l'opera più importante di Thomas Hardy, e la sua concezione di più alta poesia. E' dunque con rispetto e gratitudine che si guarda E' dunque con rispetto e gratitudine che si guarda alla traduzione di G. Singh, che serve mirabilmente allo scopo di introdurre il lettore italiano al mondo de l dinasti. Infatti, la prefazione di Singh inquadra bene tutta l'opera, presentandone i temi e le caratteristiche in modo succinto e chiaro, mentre la traduzione stessa è stata eseguita con cura. Il limite maggiore del libro è il fatto di non essere la traduzione integrale dell'opera. In questo modo è impossibile formarsi un'idea organica ed unitaria dell'opera, la quale viene così ridotta ad una serie di brillanti frammenti. E' chiaro perciò che risulta impossibile valutare la traduzione in base ai criteri pragmatici globali, cioè di effetto artistico complessivo. Tutto quel che si può fare è di esaminare le procedure di traduzione e gli esiti raggiunti in una serie di microanalisi, trattando ogni scena dell'opera come se fosse una poesia lirica priva di un più ampio contesto.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.publisherCampanotto Editore Udine-
dc.relation.ispartofseriesRivista internazionale di tecnica della traduzioneit_IT
dc.relation.ispartofseries0it_IT
dc.subjectPoema 'l dinasti'it_IT
dc.subjectThomas Hardyit_IT
dc.subjectTeoria e pratica della traduzioneit_IT
dc.subjectTradizione poeticait_IT
dc.titleRecensione de 'l dinasti' di Thomas Hardy'", traduzione di G. Singhit_IT
dc.typeBook Chapter-
item.openairetypebookPart-
item.cerifentitytypePublications-
item.grantfulltextopen-
item.languageiso639-1it-
item.openairecristypehttp://purl.org/coar/resource_type/c_3248-
item.fulltextWith Fulltext-
Appears in Collections:Rivista internazionale di tecnica della traduzione n.00 - 1992
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