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Francesc Eiximenis. Il Dodicesimo Libro del Cristiano; capp. 139-152 e 193-197 [2]    

Lo statuto della moneta negli scritti di un frate Minore del XIV sec. Analisi introduttiva e traduzione di Paolo Evangelisti

Luis de Molina. Trattato sulla giustizia e il diritto. I contratti di cambio: dispute 396-410 [1]    

a cura di Andrea Gariboldi, con una prefazione di Rudolf Schüssler, apparato critico e note al testo di Paolo Evangelisti

Rei Nummariae Scriptores

In questi anni di congiuntura internazionale, conseguenza della crisi economica iniziata tra il 2007 e il 2008, la riflessione collettiva sull’economia e sulla moneta si è fatta pressante e diffusa. Essa ha invaso tutti i mezzi di comunicazione, dai più tradizionali (televisione, carta stampata) ai più innovativi (reti sociali), diffondendo nozioni e opinioni sulla natura del denaro, sul ruolo della moneta, sulla responsabilità delle autorità emittenti. Le notizie che si sono accavallate sul dollaro e sull’euro, sui loro rapporti di cambio, sulla svalutazione, l’inflazione e la deflazione, il diffondersi delle “teorie del complotto” sono solo alcuni degli argomenti più frequentati, con un’attenzione talvolta scomposta e perfino debordante. Ritornano domande sulla natura del denaro e della moneta, sul suo ruolo nell’economia planetaria, sul sistema creditizio e sui suoi controllori. Si legge e si discute di signoraggio primario, di riserva frazionaria e della perdita della sovranità statuale sulla moneta a vantaggio di organismi sovranazionali, con posizioni oscillanti tra la critica al Washington consensus incapace di proteggere le economie più deboli o governare la globalizzazione finanziaria. Proprio in questo contesto sembra necessario riproporre una valutazione scientifica più approfondita sulla storia della moneta. Se volumi su questo tema non mancano – e sono stati scritti generalmente sia da storici dell’economia sia da economisti con una prospettiva storica - ciò che manca, e non si trova facilmente a disposizione tanto degli studiosi quanto dei singoli interessati, sono alcuni testi classici sull’argomento.

Scopo della collana Rei Nummariae Scriptores, è riproporre una valutazione scientifica e approfondita sulla storia della moneta con un’operazione editoriale di utilità non solo per economisti, storici e numismatici, ma anche per l’ampio novero degli interessati a queste tematiche, proponendo lavori di valore scientifico riconoscibile, ma anche accessibili a un pubblico più ampio grazie ad articolate introduzioni storico-economiche e commenti chiarificatori o di orientamento. La collana ospiterà infatti, testi incentrati sulla moneta, composti in Europa occidentale precedenti il 1650 ca. Essi saranno editi con il testo originale e una traduzione italiana, accompagnati da congrui apparati, che non solo situeranno l’autore e l’opera nella storia e nel dibattito economico dell’epoca, ma collegheranno la riflessione economica con gli scritti del medesimo autore, ne illustreranno la “fortuna” e il modo in cui essi influenzarono le riflessioni e/o le decisioni di politica economica successive. Le note di commento esplicative, infine, integreranno e approfondiranno la ricerca così da favorire una piena comprensione anche al lettore meno esperto. Se gran parte delle opere furono redatte in latino e originano dalla riflessione filosofica, economica e politica dell’Europa occidentale, e anche nostro intento mettere in relazione questa produzione con quella del mondo islamico e con quella nei vari volgari che, pur nascendo nello stesso contesto geografico, aveva per ben altro target e intento.



Direzione

Bruno Callegher (Università di Trieste, Dipartimento Studi Umanistici)

Filippo Carlà (Johannes Gutenberg-Universituet Mainz - Historisches Seminar - Alte Geschichte)


Consiglio scientifico

Marc Bompaire (Directeur de Recherche au CNRS, directeur d’études l’École Pratique des hautes études (EPHE), directeur de la Revue Numismatique - Paris)

Giovanni Ceccarelli (Università di Parma, Dipartimento di Economia - Area di Storia economica e storia del pensiero economico)

Giovanni Gorini (Università di Padova, Dipartimento dei Beni Culturali)

Andrea Saccocci (Università di Udine, Dipartimento Storia e Tutela Beni Culturali)

Giacomo Todeschini (Università di Trieste, Dipartimento Studi Umanistici)