Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/9376
Title: Cultura e significati della praefatio all’ 'Epitalamio per le nozze di Onorio e Maria' di Claudiano
Authors: Fernandelli, Marco
Keywords: ClaudianoClaudianoVirgilioPraefatioGenere epitalamicoClaudianVirgilPraefatioEpithalamic genre
Issue Date: 2013
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Marco Fernandelli, "Cultura e significati della praefatio all’ 'Epitalamio per le nozze di Onorio e Maria' di Claudiano", in: Lucio Cristante e Tommaso Mazzoli (a cura di), "Il calamo della memoria V. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2013, pp. 75-125.
Series/Report no.: Polymnia. Studi di Filologia Classica
16
Abstract: 
Il preambolo dell’ 'Ecloga' 6 di Virgilio va considerato tra le premesse della 'praefatio' claudianea
intesa come tipo letterario. Nei versi virgiliani è nominata Talia – forse per la
prima volta in un testo latino – , la musa che il poeta tardoantico più sentirà come sua
propria. Il nome di Talia si associava, nei versi virgiliani, a un certo atteggiamento del
poeta nei confronti dell’epica d’occasione, un atteggiamento in cui si specificava la scelta
di Callimaco nei famosi distici di introduzione agli 'Aitia'. La 'praefatio' claudianea dà uno
sviluppo suo proprio a questo tipo di preambolo apologetico, avvalendosi di nuove componenti,
adattando la forma a specifici contesti e soprattutto invertendone la funzione:
le prefazioni claudianee spesso introducono carmi epici d’accasione. Quando il tenore
del testo introdotto è narrativo, o almeno lo è in prevalenza, il rapporto che si istituisce
tra 'praefatio e carmen'assume forma ciclica o complementare. Per realizzare questi effetti,
il poeta si affida alla cooperazione del lettore vigile ed esperto. Ciò accade anche nel
caso dei carmi 9 e 10 – quest’ultimo un epitalamio epico –, i quali formano insieme con
i carmi 11-14 – i quattro fescennini in metri lirici – un complesso poetico unitario. In
questo studio è seguita l’interpretazione tradizionale che intende 'carm.' 9,11-14 come
un riferimento ai fescennini da poco eseguiti nell’ambito dei festeggiamenti per le nozze imperiali. Il significato politico del 'carme', che Jean-Louis Charlet e altri studiosi hanno
illuminato in modo persuasivo, è rinforzato e ulteriormente articolato attraverso una
evocazione di testi greci e latini che l’autore ha sapientemente scelto e connesso tra loro.
Capovolgendo il significato e l’atmosfera della 'Gigantomachia' – il tema principale dei
passi richiamati – il poeta epitalamico dimostra tutto il potere ‘orfico’ del suo canto, la suprema
capacità di armonizzare, all’evento celebrato, ogni componente del suo contesto.

Verg. ecl. 6,1-12 must be considered amongst the formal models of Claudian’s praefationes.
Therein Thalia appears – perhaps for the first time in a Latin text –, i.e. the favourite Muse
of the late antique poet. In Vergil’s hexameters the name of Thalia is associated to a specific
attitude of the poet towards epic, namely encomiastic epic. By this he specifies the object
of Callimachus’ famous recusatio of epic in the prologue to the 'Aetia'. In his praefationes
Claudian develops the tradition of this apologetic introductory form, by adapting it to new
contexts and inverting its original function: a number of Claudian’s praefationes, in fact,
introduce an epic poem. When the text thus prefaced is of a narrative kind, or pre-eminently
so, the praefatio both introduces and complements the content or meaning of the poem. The
poet relies on the educated reader’s cooperation in order to construct these sophisticated relationships.
This is also the case of carm. 9 and 10 – the latter an epic epithalamium –, which
form, along with carm. 11-14 – the lyrical fescennini – an organic set of poems. In this
paper the traditional interpretation is followed according to which 'carm'. 9,11-14 refers to
the recently performed fescennini. The political meaning of carm. 9, persuasively elucidated
by Jean-Louis Charlet and other scholars, is further articulated and reinforced by the evocation
of some Greek and Roman poems, consistently selected and joined together by the poeta
doctus. By reversing the meaning and atmosphere of 'Gigantomachy' – the main theme of
the intertexts – he, the epitalamic poet, shows the ‘orphic’ power of his song, his supreme
capability of harmonizing the celebrated event and every part of its context.
URI: http://hdl.handle.net/10077/9376
ISSN: 978-88-8303-517-3
Appears in Collections:16. Il calamo della memoria. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità. V

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