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Title: Versificare i riti pagani. Per uno studio del catalogo delle iniziazioni nel 'San Cipriano' di Eudocia
Authors: Agosti, Gianfranco
Keywords: EudociaSan CiprianoParafrasi metricaEudociaSaint CyprienVerse paraphrase
Issue Date: 2013
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Gianfranco Agosti, "Versificare i riti pagani. Per uno studio del catalogo delle iniziazioni nel 'San Cipriano' di Eudocia" in: Lucio Cristante e Tommaso Mazzoli (a cura di), "Il calamo della memoria V. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità", Trieste, EUT Edizioni Università di Trieste, 2013, pp. 199-220.
Series/Report no.: Polymnia. Studi di Filologia Classica
16
Abstract: 
Il poemetto su San Cipriano dell’imperatrice Eudocia (400-460), parafrasi esametrica
di un modello agiografico in prosa (un ricco dossier trasmesso in molte lingue), presenta
un indubbio interesse sul piano culturale, stilistico e storico-religioso, ma è ancora uno
dei più sottovalutati dell’intera produzione letteraria tardo antica, nonostante alcuni
ottimi studi recenti di Salvaneschi, Livrea, Bevegni.
Il presente lavoro pone le premesse per un’analisi letteraria della parte del II libro (che
corrisponde alla 'Conuersio' agiografica) dedicata alla storia delle iniziazioni ai culti pagani
da parte di Cipriano, un vertiginoso viaggio attraverso la geografia sacra ed esoterica
della religiosità tradizionale, dalla Grecia alla Frigia, alla Scizia, all’Egitto, alla ‘regione
dei Caldei’.
La riscrittura eudociana ('S. Cypr.' II 1-274) presenta motivi di interesse per più aspetti:
a) le allusioni alla realtà antiochena, ancora da indagare in modo dettagliato; b) le modalità
di recitazione del testo (esplorando gli indizi di una performance orale); c) le informazioni
sui culti misterici, che devono essere analizzate caso per caso, al fine di stabilire quale redazione della 'Confessio' Eudocia utilizzava e gli scarti e le modifiche (abbreviazioni,
espansioni, aggiunte di dettagli) del modello, vale a dire i fattori che hanno determinato
il suo progetto culturale. L’analisi di alcuni passi, come la descrizione dell’Egitto o
l’esperienza di Cipriano a Babilonia, mostra come Eudocia volesse disegnare una sorta di
‘geografia religiosa’ negativa del paganesimo, attraverso la demistificazione della sapienza
profana e la trasformazione in senso cristiano del linguaggio della tradizione epica.

The poem on saint Cyprian of Antioch by the Empress Eudocia (400-460 CE), a verse
paraphrase of a hagiographical dossier (known by Greek, Latin, Coptic, and Ethiopian
versions), raises many interesting questions from the literary and religious point of view.
Nevertheless it remains one of the most undervalued product of Late antique literature,
despite some excellent recent studies by scholars as Salvaneschi, Livrea, Bevegni.
This articles sets the stage for a literary analysis of the part of the second book (which corresponds to the prosastic 'Conuersio Cypriani') dealing with the initiations into pagan cults by
young Cyprian, a dizzying journey through the sacred geography of ancient polytheism, from
Greece to Phrygia, to Scythia, Egypt, and to the «land of the Chaldeans».
Eudocia’s rewriting ('S. Cypr.' II 1-274) shows several aspects worth looking into: a) some
possible allusions to the reality of Antioch in the fifth century; b) traces of oral performance of
the text; c) informations on mystery cults, requiring a detailed analyse, in order to establish
which draft of the 'Confessio Eudocia used, and to understand the changes (such as abbreviations,
expansions, additions of details) she made of the prose model – i.e., the guidelines of
her cultural project. The negative depiction of Egypt, or the deceiving experience of Cyprian
in Babylon, are representative of Eudocia’s attitude and of her attempt to draw a sort of negative
‘religious geography’ of paganism, demystifying secular wisdom and transforming in
Christian sense the language of the epic tradition.
URI: http://hdl.handle.net/10077/9381
ISBN: 978-88-8303-517-3
Appears in Collections:16. Il calamo della memoria. Riuso di testi e mestiere letterario nella tarda antichità. V

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