Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/9549
Title: In cauda venenum : cazotte e l'ultima frase del 'Diablo Amoureux'
Authors: Sacchi, Sergio
Keywords: Jacques CazotteLe Diable amoureuxTraduzione letteraria
Issue Date: 1987
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Sergio Sacchi, "In cauda venenum : cazotte e l'ultima frase del 'Diablo Amoureux' ", in: Annuario SSLM 1987, EUT - Edizioni Università Trieste, pp. 214 - 217.
Series/Report no.: SSLM - Annuario - Nuova Serie
2 (1987)
Abstract: 
'Le Diable amoureux' a été écrit en 1772 par Jacques Cazotte. La moderna e raffinata traduzione
italiana del 1978 per capire l'ultima frase pronunciata dal dottore di Salamanca Quebracuernos propone una parafrasi: "facciamo voti che colei che riceverete dalle
sue mani abbia grazie celesti, cosi che non sarete mai
tentato di prenderla per il diavolo La paradossale proposizione di Quebracuernos ha tutta
l'aria di un lapsus, contravviene a tutte le attese
logiche (Diavolo e Cielo non contrapposti ma, apparentemente,
coincidenti!); eppure, davvero bisognerà sempre
accettare che, al contrario, esprimersi (quindi anche
interpretare e tradurre) non possa voler dire che
ripetere sempre soltanto l'ovvio e il facile, il già
detto - si riduca insomma a riproporre sempre quell'ingenua
tautologia, che ogni lettura normalizzata e non
paradossale del nostro passo non smetterà di proporci?
questo, quando l'incanto del 'Diable omoureux' viene invece
proprio dal carattere denso, dubbio e proprio per questo
vivente della storia di Alvare e Biondetta! e le
pagine brevi e delicate che Borges ha ricamato intorno
all'edizione italiana, ci fanno sentire
e penetrare ancor più nettamente, se ce ne fosse bisogno,
questa Biondetta insieme diavolo e donna, enigmatica
seduttrice sedotta, dotata di grazie davvero toccanti:
delle grazie, diciamolo, e dei talenti più "celesti". Scegliamo dunque l'ipotesi non solo più ricca, quella che ci consente ancora pienamente l'interrogazione con la contemplazione, e nella frasetta finale di Quebracuernos, frammento minimo, ultimo guizzo, troveremo rispecchiato tutto il macrocosmo di un'opera transcolorante e profonda come può essere la stessa vita.
Type: Book Chapter
URI: http://hdl.handle.net/10077/9549
Appears in Collections:Annuario n. 2 (1987) Nuova serie

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