Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/9562
Title: Un nuovo approccio per le “sovvenzioni” al Trasporto Pubblico Locale (TPL)
Authors: Corona, Giovanni
Keywords: Contributi per il trasporto pubblicoContratti di servizioCriteri di tariffazione
Issue Date: 2013
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Giovanni Corona (2013) Un nuovo approccio per le “sovvenzioni” al Trasporto Pubblico Locale (TPL), Rivista di Economia e Politica dei Trasporti, n. 3, art. 3.
Series/Report no.: Rivista di Economia e Politica dei Trasporti
3
Abstract: Il TPL in Italia, come pure in molte altre nazioni – a livello europeo ma anche mondiale – viene fortemente supportato dalla mano pubblica perché ritenuto un servizio sociale di importanza vitale e perché rivolto prevalentemente ad un’utenza costituita dalle classi meno abbienti. Infatti, il TPL rappresenta, ad oggi, l’unica modalità per la mobilità di massa in grado di rendere decisamente meno elevate le diseconomie legate al trasporto in ambito locale. Inoltre, il TPL viene utilizzato in modo molto diffuso ed esclusivo da parte delle categorie meno abbienti, in quanto costa meno del trasporto privato. Queste motivazioni, che spiegano l’esigenza di sovvenzionare il trasporto pubblico locale, hanno trovato un’elaborazione teorica da parte di alcuni studiosi del settore e, nella letteratura internazionale. In Italia, il settore, nonostante l’ammontare delle risorse impiegate, risulta continuamente in crisi in quanto i costi risultano normalmente superiori alle entrate ed i servizi offerti di gran lunga inferiori alle complessive esigenze di mobilità. Il finanziamento al TPL si basa sul corrispettivo all’”offerta di trasporto” e cioè viene erogato dall’Ente, o organismo, concedente un contributo per ogni chilometro percorso dall’Azienda, o società, concessionaria del servizio. In molti altri paesi europei (Germania, Regno Unito, Olanda, Svezia etc.), il criterio non è quello di sovvenzionare l’offerta di servizio ma dare un contributo alle categorie meno abbienti, che non devono pagare l’intera tariffa. In sintesi, il sistema funziona in questo modo: l’Azienda gestisce una rete di TPL (o al limite una sola linea) garantendo una determinata percorrenza, con specifici orari, frequenze e capacità di trasporto. Pertanto, l’Azienda ha una conoscenza perfetta dei costi che andrà a sostenere e può, di conseguenza, calcolare le tariffe da applicare per raggiungere l’equilibrio di bilancio. L’Ente concedente fissa una soglia di reddito familiare sotto la quale si ha diritto ad una agevolazione per il TPL. Tutti gli aventi diritto ottengono dall’Azienda un abbonamento agevolato o carnet di biglietti scontati. L’Azienda, a sua volta, si fa rimborsare dall’Ente concedente la differenza tra la tariffa intera e quella agevolata. Premesso che, tale sistema scarica una rilevante parte della spesa dalla mano pubblica agli utenti del servizio, perché esso possa costituire un effettivo vantaggio nei termini di un aumento del surplus del consumatore, si devono verificare una serie di condizioni sia per gli enti pubblici, sia per le aziende e sia per gli utenti del servizio.
URI: http://hdl.handle.net/10077/9562
ISSN: 2282 - 6599
Appears in Collections:Rivista di economia e politica dei trasporti (REPoT) (2013) 3

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