Please use this identifier to cite or link to this item: http://hdl.handle.net/10077/9870
Title: Marsia e la civitas Romana
Authors: Mastrocinque, Attilio
Issue Date: 2014
Publisher: EUT Edizioni Università di Trieste
Source: Attilio Mastrocinque, Marsia e la civitas Romana, in: Monica Chiabà (a cura di), HOC QVOQVE LABORIS PRAEMIVM. Scritti in onore di Gino Bandelli. Trieste, EUT - Edizioni Università di Trieste, 2014, 331-342
Series/Report no.: Polymnia: Collana di Scienze dell'Antichità. Studi di Storia romana
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Abstract: Molte città italiche scelsero Marsia come simbolo della loro libertà. Anche municipi e colonie nelle province usarono questo simbolo. La libertà si identificava con la cittadinanza romana. Un brano di Isidoro di Siviglia mostra che il primo contesto storico di tale libertà fu la guerra Marsica e le leggi che poi concessero la cittadinanza ai popoli italici. Pertanto è confermata l’opinione di alcuni studiosi, secondo cui municipia e coloniae adottarono Marsia come simbolo della loro cittadinanza romana, che si identificava con la libertà. Marsia era un personaggio della mitologia Lidia, il quale fu introdotto nelle leggende romane anche perché era imparentato con i Troiani. Marsia, Antenore, Tirreno, Capi e altri eroi anatolici furono molto apprezzati per la loro vicinanza con Enea e i Troiani. La leggenda della prigionia di Marsia dipendeva dal mito anatolico del Sileno e Mida, un mito che in qualche modo fu modificato per adattarsi al caso di Numa che catturò Fauno. Sono note alcune variazioni sul mito di divinità profetiche o veggenti che furono legati, imprigionati e costretti a pronunciare profezie. Su questa base mitologica la liberazione di Marsia fu usata dalla mitologia italica come un simbolo politico del conseguimento di tutti i diritti della cittadinanza romana.
Italic cities chose Marsyas as the symbol of their liberty. Also municipia and colonies in the provinces used this symbol. This liberty was nothing but the Roman citizenship. A passage by Isidorus of Seville shows that the first historical context of this liberty was the Marsic war and the subsequent laws which bestowed the citizenship to Italic peoples. Therefore the opinion expressed by several scholars is correct, namely that municipia and coloniae adopted Marsyas as a symbol of their Roman citizenship, i.e. of their liberty. Marsyas was a character of Lydian mythology, who was introduced into Roman legends also because he was kindred with Trojans. Marsyas, Antenor, Tyrrhenus, Capys and other Anatolian heroes were highly appreciated for their relations to Aeneas and Trojans. The legend of Marsyas’ captivity depended on the Anatolian myth of Silenus and Midas, a myth which was somehow modified in order to fit for the case of Numa who captured Faunus. Several variations are known on the myth of prophetic gods or seers who were bound, kept in prison and forced to tell prophecies. On this mythological background the liberation of Marsyas was used by Italic mythology as a political symbol of obtaining all the rights of Roman citizenship.
URI: http://hdl.handle.net/10077/9870
ISBN: 978-88-8303-552-4
eISBN: 978-88-8303-560-9
Appears in Collections:03. Hoc quoque laboris praemium. Scritti in onore di Gino Bandelli

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