Confini nel tempo / Borders through Time : [7]

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Lo scopo di questo lavoro è quello di presentare – lungo un percorso iconico/grafico – la storia e l’evoluzione dei confini alto adriatici dal secolo XVI al XX, utilizzando come filo conduttore i prodotti cartografici delle epoche in cui il confine veniva pensato, tracciato, modificato o semplicemente percepito in modo diverso. Le cartografie antiche e quelle moderne risultano essere fonti e strumenti insostituibili nello studio delle dinamiche territoriali, soprattutto in aree geografiche contrassegnate dalla storia come realtà confinarie d’incontro e di compresenza, dove per secoli si sono intrecciate culture, politiche ed economie di popoli e lingue diverse. Ragionare sui confini attraverso la cartografia, significa affrontare la storia degli stati, delle identità e delle culture politiche che hanno accompagnato la storia europea e che hanno conferito un nuovo assetto alle regioni adriatiche. Questi documenti evidenziano come la mobilità dei confini sia da considerarsi una regola, una consuetudine ciclica più che un’eccezione nella storia europea. Essi traducono su carta il respiro, a volte tumultuoso a volte lento, dei confini, un diaframma territoriale sempre alla ricerca di un difficile equilibrio tra un limite naturale e un limite umano, ovvero tra una linea entro cui esercitare la propria sovranità e una linea entro cui identificare la propria nazionalità.

The aim of this work is to present the history and evolution of the borders in the Upper Adriatic, from the XVI to the XX century: an iconographical route, which uses cartographical materials emanating from the periods in which the borders were conceived, traced, modified, or simply perceived in a different way. This visual core is based upon the use of both ancient, and modern maps, which act as sources, providing the viewer with an irreplaceable instrument for the study of territorial dynamics. Such materials are particularly vital, since these geographical areas have been historically demonstrated to be points of exchange and co-presence where, over the centuries, the cultures, politics and economies of different populations and languages have become intertwined. To reflect on the borders, even via their cartographic reproductions, brings the viewer face to face with the development of the states, their identities and their political cultures throughout European history, which have given a new structure to the Adriatic regions. These documents provide evidence of how the mobility of the borders can be considered a rule: a cyclical habit, rather than an exception, in European history. The maps translate the very breath of the borders onto the page: sometimes tumultuous, sometimes slow. This territorial diaphragm has been in continuous search for the elusive equilibrium between a natural border and a human one, or rather between an area in which to exercise one’s sovereignty, and an area in which one can identify one’s own nationality.

Orietta Selva, ricercatrice e docente all’Università degli Studi di Trieste, insegna Geografia e Didattica della Geografia nel Dipartimento di Studi Umanistici. Svolge attività di studio e di formazione sui temi della Geografia umana e della Cartografia storica con particolare attenzione all’area adriatica.

Orietta Selva, researcher and lecturer at the University of Trieste, teaches Geography and Teaching of Geography in the Department of Humanities. Active in the research and training on issues of Human Geography and Historical Cartography with particular attention to the Adriatic area.

Dragan Umek, ricercatore e docente di Geografia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste dove insegna Geografia umana. Si occupa prevalentemente di geografia antropica e culturale, con particolare riguardo all’area dei Balcani. Ha al suo attivo numerose mostre di cartografia antica.

Dragan Umek , researcher and lecturer in Geography at the Department of Humanities of the University of Trieste where he teaches Human Geography. His interest focuses on human and cultural geography, with particular regard to the Balkans. He has organized numerous exhibitions of old maps.